sarte Tf. Capò IV. 20 r
solamente ciò ^ che Puomo debba credere ■ ed altro poi è ilsapere , come que fio stesso e ’ serva di grande ajuto (C Vii te contro gli Empj difendasi . ( ip)
CAPO IV.
Si dimostra la mia dottrina circa la forza dell'Infinito , chemolttplnando il nulla lo sa diventare qualche cosa ;perché secondo t Geometri più insigni l'Infinito alfimto tsta come l’unttd allo zero lesi difende una tale pro-porzionalità da alcune obiezioni più obvte.
I» \ Vendo nell’antecedente Capìtolo compiuta la mia
il difesa in ciò, che risguarda il fatto, ed inciden-temente dimostrata la convenienza di far servire fumanescienze, quali umili ancelle, alla sacra Dottrina, ca-vandone argomenti in prò della Fede , ò per suavizarealla Ragione ciò, che quella ha di superiore alla sua por-tata, ò per difendere francamente i misterj ancora piùimperscrutabili della Religione, contro gli assalti degl*Increduli, mostrando essere deboli i ripari innalzati con-tro dalla loro ostinazione, con far vedere, che quellostesso , che si accusa da essi per impossibile a compren-dersi , altrove.si mostra loro evidentemente per vero, eli sforza, malgrado loro, ad arrendersi : ora fa d’uopodi venire al particolare della mia dottrina , per esami-nare, se io in essa abbia commesso Terrore , che il mioAvversario pretende d’avervi ritrovato, e se nell’appli-carla al proposito dell’Onnipptenza Creatrice [ che pureè un attributo assoluto di Dio, e capace in conseguenzad’essere con ragioni naturali dimostrato, non che adom-brato con similitudini ] io abbia mancato al rispetto,che debbesi alle cose Divine , ò inciampato malamente
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Jit intertta sortitolo , ) S. Hilar. lib.ii,
19 Aliud entm est fare tanlùmmodo quid homo credere debeat , aliud,Hutem stare , qnemdamodum hoc ipfum , pi' r opituletur , & con-tra tmptot iefeniatur.) Aug. lib.4. deTrin. cap.r.