Tarîe IL Capo IV, 21 1
ferisca sol© alle proporzioni asiegnabiU , cioè che posso-no esattamente, ò prossimamente esprimersi co’ numeri:e non a quelle, elle d'ogni assegnabile sano maggiori , lequali generalmente però venivano comprese con Paltrenella terza definizione antecedente , dove non parla diveruna moltiplicazione , che si richieda per necessariocontrascgno della proporzione, ma solo di quella tal qua-le abitudine, ò rispetto di quantità , per cui si possa ri-ferire una grandezza ad un’altra dello stesso genere : a]qual’effetto , secondo il Sig.Angelo Marchetti nel Librodella Natura della proporzione , e proporzionalità d issin.I. basta, che tal} sieno le grandezze, Delle quali fi pojsitaffermare ester 5 elleno ò eguali , ò dtseguali ; Per la qualcosa, essendo pur manifesto, che l’Infinito è disuguale alfinito , siccome altresì Punita allo zero, si raccoglie, chesi potranno benissimo paragonare insieme , ed esprimerela loro proporzione , quantunque assai più ineffabile, chenon è quella delle grandezze tra di loro incommensura-bili , nel modo di sopra accennato , che già è in uso ap-presso a’ più celebri Matematici .
XII. Che poi non sia omogeneo il nulla coll’ unità ,per essere questa una cosa positiva , e quella una meranegazione di ogni essere, non è ragione convincente ;prima , perché è molto controverso appresso i Filosofi ,massime Scolàstici , se l’unità esprima un concetto posi-tivo , ò più tosto negativo , che importa , per quantoessi dicono, la divisione di quel soggetto, che uno si ap-pella , da qualunque altra cosa : JJnum est indivifum d Je y& dtvisum d quohbet alio ; nè mancano ancora FilosofiMatematici , che per un* altra ragione si sottoscrivonoal medesimo parere , dicendo il Dottor Muys nel luogosopraccitato , che Unitas negatam tterationem in ente , cuitrtbuitur exprimit ; il quale aggiunge ancora essere ladetta unità un non so che di mezzo tra l’esser quanto *ed il nulla assoluto . llnitatem in ab strutto consideratam,dicono gli Atti di Lipsia nel luogo citato, prò aliquo me-dio inter ens quantum , & abfolutè nibilum habet : quia ineo cum nihilo conventi , quod non fit decrementi capax , dt<um ente quanto in eo quod fit augmenti capax ; e perà. D d 2 sic-