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Risposta apologetica : alle opposizioni fattegli dal Signor Dottore A.M. nella sua dotta lettera diretta all'Eccellenza del Sig. B.T / di D. Guido Grandi
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220 Risposta Apologetica .

cpme propalatori di proposizioni assurde, ed erronee,con renderli appresso il Volgo ridicoli : lasciando megodere in pace del frutto , che cavo da’ loro insegna-menti. Ed in primo luogo, per determinare, Ce la Tan-gente d’una Curva nel vertice, sia parallela all’ordinate,ò faccia un angolo diverso con Tasse, ò più tosto fi con-fonda con esso, trovo appresso il Marchese dell’Ospitainell’Eccellente Trattato De? mfiniment Fettts part.i.seff.2 . art. ii. §.ult. Questa regola, che prendendo le dydifferenze dell’ordinate , e le d x differenze dell’abscisse ,si osservi se nel punto del vertice la loro ragione sia in-finitamente grande, ò infinitamente piccola, ò pure unadeterminata delle assegnabili : perché quindi risulteràla posizione della tangentu,e Tangolo, che fa con Tasse:il che esemplificando nelle infinite parabole di qualun-que grado /», conclude così : D’où v on <uoit que y ètantZero en A, la raìfon de d y a. d x dott y ètre infinìmentgrande lorsque m stirpaste J, & infimment petìte lorsqtselle est momdre : c’ est - d - dire que la fungente en A dottètre parallele aux appltquèes dans le premier cas , etste con -fondre uvee le diametre dans le stecond. Le quali paroledanno a divedere, che la ragione dello zero all’unità èinfinitamente piccola, cioè di finito ad infinito; e per locontrario quella dell’unità allo zero, è infinitamente gran-de, cioè come dell’Infinito al finito. Della qual cosaper darne una più chiara idea nellasemplice Parabola ordinaria d’Apol-lonio : sia questa C D A N ; il cui assesia primieramente C N ~ x , T ordi-nata N A =: y ; ed in conseguenza siaA M =3 dy ; DMcîdx, Già è noto,che sarà sempre dy a dx t come Tor-dinata alla suttangente , cioè come ya 2x ; ò come la metà del Iato rettoali’ordinata ; per la qual cosa appressoal vertice C , dove sordina ta y sva-nisce, e diventa nulla, sarà la ragionedi dy a dx, eguale alla ragione d’unaquantità determinata ( che è la metà