Parte IL
proprie disiam potuifie Mandibujtir aspettabili! materiataè nihili finti excttare , qua tnvariar formai demcepr dispo-sta , /iugular Mandi parserdiflinxerit , ornaverit , suis-que numeri r ab salutar , perfe-ttasque reddtderit.
Capo VI. * 231
che venga moltiplicata dallostesso 100, che fatta avevala divisione. Così per fare,che quel nulla , rimasto dall’aver divisa l’unità per unnumero infinito, possa di belnuovo diventar qualche co-sa, converrà in tutti i modi,
che fi' moltiplichi dallo stesso infinito numero; nè giam-mai verun numero minore dell’ infinito potrebbe a tal. effetto supplire (1). Manifesta è dunque la forza delnumero infinito, per distruggere con la divisione, ed an-nullare ogni cosa, e viceversa per richiamare qualunquecosa dal nulla, coll’energia della moltiplicazione appli-candosi a riprodurla. Col quale esempio si fa abbastanzapalese, come concepirsi possa, chef infinita possanza diDio Ottimo Grandissimo , si stenda a poter ridurre innulla qualunque cosa, ed a produrre qualunque cosa dalnulla; e per tanto s’intende chiaramente, aver egli po-tuto per quella sorta d’azione , che propriamente crea-zione si nomina, eccitare dal seno del nulla tutta la ma-teria di questo Mondo visibile , la quale poscia avendoegli in varie forme disposta , venne a distinguere tutte leparti dell’Universo,‘ad ornarle, abbellirle, e d’ogniperfezione loro convenevole a dotarle.
II. Solamente panni , che opporre si possa alla dot-trina di questo paragrafo , che riconoscendosi da’ Mate-matici moderni un non so che di mezzo tra la quantitàfinita, ed il nulla , che nomasi infinitamente piccolo : po-trebbe dire taluno , che l’unità divisa per lo infinito nondivenga altrimenti un nulla affatto, da esprimersi col no-me di zero , ma una parte infinitesima di quella stessaunità . Ma in primo luogo si avverta , ch’io stesso ho pre-venuta 1’ istanza , notando espressamente , che il residuodi tal divisione sarebbe un nulla almen rispettivo , se nonassoluto ( respettivum saliceti eo sensi , quo quantitar in-fitti •
l E quindi è, che alquanti zeri, per molti, che si suppongono,mai possono fare alcuna cosa , ma bensì qualora si intendanoessere infiniti.