246 Risposta Apologetica,
che difficoltà, che preveggono potersi opporre alla lorodottrina da chi non comprende subito la forza de' lorodiscorsi, come si può vedere nel Galileo, ed altri similiAutori avvezzi a mescolare tra le dimostrazioni loromolte difficoltà , ed instanze, additandone lo scioglimen-to, ò per via d'esperienze, ò con altre osservazioni con-fermando la loro dottrina.
V. Il rispondere poi, come io feci alla suddetta obie-zione, con far riflettere alla forza dell’Infinito, la qual’è tale, che moltiplicando il nulla può abilitarlo ad es-sere qualche cosa, siccome dividendo qualsivoglia cosa,la riduce in nulla , non può altrimenti nomarli una pe-tizione di principio , come crede l’erudito mio Antagoni-sta ; ma è una prova , ò confermazione della verità pro-posta, dedotta dall’Assioma de’ Logici Dtftum de omni ,6 fondata sul dettato , Quod conventi generi , convemtspeciei. Come se dicessi : Generalmente rinfinito ha tal‘forza, che moltiplicando ciò , che da se non è nulla, Iofa essere qualche cosa. Per esempio , si moltiplichi ilpunto infinitamente, acquisterà la lunghezza , che nonaveva, diventando una linea; si moltiplichi infinitamen-te una linea, che non ha larghezza alcuna, potrà acqui-starsela, e diventar superficie; si moltiplichi la superfi-cie, che non ha veruna profondità, e se sarà infinita co-lai moltiplicazione , la vedremo alzata in un corpo.Quel grado nullo di velocità, con cui si parte un Gravedalla quiete, si moltiplichi per Io numero infinito de’momenti, che sono in un dato tempo, e diverrà un gradoassai maiuscolo di velocità, da paragonarsi con qualun-que possa imprimersi ad un proietto ; ed in universaleparlando, siccome qualsi voglia quantità x tanto più sce-ma, quanto che per un maggior numero si divide, ondedivisa per l’infinito, conviene, che fi risolva in nulla;così viceversa moltiplicandosi una tal frazione già dive-nuta nulla, per quello stesso infinito, restimi raffi al pri-miero stato della quantità x intera, come prima. Dun-que ancora non sarà assurdo, ed inconveniente , che ladifferenza nulla di linee eguali, replicata infinite volte,diventi pur qualche cosa. E perché questa general pro-. prietà