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Risposta apologetica : alle opposizioni fattegli dal Signor Dottore A.M. nella sua dotta lettera diretta all'Eccellenza del Sig. B.T / di D. Guido Grandi
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Parte IL Capo VITI. z6~f

accadendo qui ciò, che avverte il Vallino d’una certasua serie, in cui entrando per moltiplicatore lo zero , ePinfinito, egli nota opportunamente, eh’ essi in tal modofi contemperano, che fanno un numero finito, perché nèIo zero distrugge, ed.annulla ! termini moltiplicati co-me farebbe senza P infinito, nè questo li fa crescere inimmenso, come farebbe, se raffrenato non fosse dallozero; potendo però da cotal moltiplicazione, secondo ladiversità, e capacità dal suggetto, nascere un numeromaggiore, ò minore, e non determinatamente più Puno,che l’altro, come ivi il medesimo chiarissimo Autore neavvisa (2): ed è da notarsi ancora in risposta d’unacerta obiezione, che PAvversario mi fa correre per labocca di molti, pretendendo , che si sovverta da questemie dottrine la Geometria , con ammettere il tuttoeguale alla parte.

XI. Alla stessa verità ci porterebbe un’altra riflessione,che si può fare ne’ logaritmi. Essi furono da’ primi In-ventori, e Maestri di quel!’utilissimo artifizio, che puòdirsi la chiave della Trigonometria , talmente disposti ,che stabilirono lo zero per logaritmo dell’unità , e l’unitàper logaritmo del numero dieci, corrispondendo posciaa gli altri numeri, ò frazioni numeriche per logaritmialtri numeri positivi, ò negativi , secondo che richiedela natura de' logaritmi, cioè in modo, che disposti fos-sero aritmeticamente, come disposti geometricamente sitrovassero ì numeri, a’ quali si applicavano; onde il lo-

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1 Ne # ciphra , qn& iflic conspicitur , totaw continuum multiplicationem,quantacunque fuerit, pemtus destruat , faeiatque 0 mnet iflius ferìeitermino! evanefetre in o cipbram t feu tuh'l : faendum est , inde buiemalo eautum effe , quod termtnus A in ista ferie Jìt 00 infini’um ,adìeque nifi fequeretur o ( ad ipfius 00 virei mmuendas ) exerevijfentomnei tjltui ferìei termini in 00 inpmtum j fed eorum aherum alte •riut malo medetur commode, quamvit tmm 00 in o non ahquemdeterminate numerum defignet , poteft tamen , qu«fi virtualiter cu-Jufois numeri veet subire. ìótam quicunque numerut per 00 divida *tur, quotientem dabit o, C9* contra ; proptère », cuna divtsor èstquotìentem dullus reflituere debeat numerum dizidendum effe! 00 /»o ~ 1 » = a , vel K 3, &sic de qwvu alio numero . VaJiii* Antri»

- Infimi, prop. 188.