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Tomo primo.
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vi feecro tante mutazioni , che trannei quattro grandi arconi, che sono sula tribuna, uon vi rimase altro di suo.Bramante morì di settant* anni nel-V anno i5»4 » et ^ ebbe pomposi fune-rali, coll’accompagnamento di tuttii professori delle Belle Arti,e fu sepol-to in san Pietro-

Fu Bramante d’ allegro umore , digentili maniere e siuceramente incli-nato a beneficare specialmente i be-gl’ ingegni per i quali contraeva untenero amore. Egli fu che condusse aRoma c promosse Raffaello e gl’ inse-gnò 1* architettura. Questi fece nellaScuola d’Atene il ritratto del suo amo-roso maestro , che vedesi appoggiatoad un pilastro , e chinato in atto didisegnare col compasso una figura geo-metrica , da alcuni giovanetti guar-data con attenzione. Bramante vissesempre da galantuomo diguitosamente.Dilettassi pure di poesia c composealcuni sonetti ; e dicesi che talvolta siespose al sempre pericoloso cimentod’improvvisare. Per tanti pregi d'in-gegno e di cuore ben meritamente fu-in grandissima stima avuto da tuttele colte persone in vita e dopo morte.

La maniera di Bramante nell* archi-tettura fu da principio molto secca;rna diventò in appresso elegante e mae-stosa. Che a cosi graude artista appar-tengano V atrio elegantissimo che in-troduce nel tempio della Madonna pres-so san Celso ed altri edificj, chiama-ti d’architettura bramantesca, che or-nano tuttavia la città di Milauo, eciò che non parmi bastantemente di-mostrato. Al certo sono opere degnedi cosi grand’ uomo; ma Milano iuprincipio del sedicesimo secolo c ne-gli ultimi del precedente ebbe tali ar-chitetti , che beu potevano far cosedegue di Bramante. Egli fu fecondod’invenzioni, ed animoso oltre modo,fidando nelle forze del proprio inge-gno : ma , conviene pur confessarlo ,pare che molto non abbadasse allasolidità delle fabbriche. Sogghigneròa sua lode la non sospetta testimonian-za di Michelangelo , il quale scriveva:

BR

Non si può negare che Bramantenon Jbsse valente nelV architetturaquanto ogni altro che sia stato da -gli antichi in qua.

BRAMANTE da Milano. V. Bra -

maritino.

BRAMANTINO (Bartolommeo) mi-lanese , operava , secondo la comuneopinione, circa la metà del quindice-simo secolo, ed ottenne meritata cele-brità tanto nella pittura che nella ar-chitettura. Dopo di avere dipinte inRoma molte cose per commissione dipapa Nicolò V, misurò le antichità diLombardia , e ne compose un libro.Fece molte fabbriche in Milano , trale quali la chiesa di s. Satiro, che al-cuni attribuiscono a Bramante. E lachiesa di s. Satiro opera ricca, orna-ta entro e fuori di pilastri, colonne edoppj corridori, accompaguata da unasagrestia ricca db stucchi, busti; ec. Sivuole che Bramantino fosse uno deiprimi ad introdurre in patria buongusto d’ architettura e che da lui ap-prendesse molto Bramante, ma non giàBramante Lazzari d’Urbino, ma diMilano, che di que* tempi fu pure buonarchitetto. Così il Milizia; ma sapen-dosi che Bramante Lazzari venne gio-vane a Milano, evi si trattenne alcuntempo osservando il duomo e facendoaltri studj d’ architettura , la è cosasommamente probabile che abbia co-nosciuto Bramantino, ed abbia appro-fittato de* suoi inseguamenti. Un'operache tutta ridonda di attica venustà è1’ atrio posto innanzi alla chiesa dellaMadonna presso s. Celso in Milanoche alcuni attribuirono a torto a Bra-mante Lazza ri e fu probabilmente lavorodi Bramantino. lo suppongo essere la-voro di Bramante milanese la pitturaesistente sopra la porta di s. Sepolcroiu Milano , che attualmente i riparipostile, per difenderla dalle ingiurie del-V atmosfera , non permettono di ve-der chiaramente.

BRAMBILLA ( Francesco ) mila-nese ed uno de* valenti scultori del se-dicesimo secolo , operava nel duomoalla cappella dell’ Albero quaudo venne