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l’Ossesso; la Traslazione delle reli-quie di S. Agostino ec. Aveva ot-tenuto dal re alloggio nel Louvre ,dove sopravvisse, dirò così, alla suagloria in parte ecclissata , fino al1761 , quando contava 91 anni.
GALVAN ( D. Giovanni ) natotu Lucena di ArragoDa da nobilis-sima famiglia l’anno 1598, ebbeUn’educazione conforme alla smo-data opinione che l’arragonese no-biltà aveva in que’ tempi della pro-pria condizione. 1 principi del di-segno dovevano essere conosciuti dacoloro che il nome d’illustre pu-rissima famiglia chiamava facilmentealle principali cariche della milizia.Insegnaronsi quindi a D. Giovanni,che non tardò a sentire svegliarsiin mente caldissima passione per lapittura. La studiò da prima nelleprincipali città della Spagna, poiin Italia, dove lungamente dimorò.Di ritorno in patria dipinse moltiquadri per la chiesa cattedrale dellaSeu, dottamente composti, ed eccel-lentemente coloriti. Morì in Sara-gozza nel 1658.
GAMBARA (Lattanzio), natoin Brescia nel 1559 , fu prima al-lievo , poscia ajuto e compagno delRoinaniuo suo suocero , ed il piùillustre de’suoi imitatori, e per av-ventura più dottoe più castigato diIni; perocché, avendo il Gambarafrequentata in Cremona l’accademiadei Campi, ricca delle cognizioni ap-prese sotto Giulio Romano, associòal sapere del colorire dei veneti ledottrine della scuola romana. Grandeè il numero delle opere eseguile daLattanzio all’olio ed a fresco in Bre-scia, in Mantova, in Cremona , inP.i rma , ove le copiose storie dipintem quella cattedrale richiamano tut-tavia N gli sguardi dei conoscitori, seb-bene vicine alle più maraviglioseopere del Correggio. Questo valo-roso artefice, reso coraggioso dahello ardir giovanile e dal sentimentodel proprio merito, non temeva dimisurarsi coi più eccellenti artisti;
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ed è tradizione universalmente ri-cevuta , aver chiesto , in confrontodi Tiziano di già alcolmodella glo-ria , la preferenza per dipingere lamaggior . sala del pubblico palazzodi Brescia. Morì in patria nella fre-sca età di t)2 anni , ma quando lalasciava di già ricca di diverse stu-pende opere a fresco.
GAMBAR1NI (Giuseppe) bolo-gnese, nacque nei 1680 , e fu sco-laro iu patria del Pasinelli, e mortoquesto, del Gennari. Vedendo nonapplauditi i suoi quadri storici, forseperchè non si curava della nobiltàe sceltezza delle forme , si fece adipingere oggetti triviali e facetiin sull’ andare dei Fiamminghi : ele sue bambocciate piacquero alladotta Bologna per lo spirito e perla diligenza con cui seppe condurle,sebbene uou presentino che adu-nanze di fanciulli, compagnie di ac-cattapane, di vagabondi ec. Morì iupatria nel 1725.
GAMBERATI ( Girolamo ), ve-neziano, nato circa il 1550, appresea disegnare dal Porta, ed a coloriredal giovane Palma, alla di cui ma-niera si accostano alcune sue opereeseguite in Venezia; se non diesisospettò da taluuo, che fosse statoajutato dallo stesso Palma suo ami-cissimo. Mori di 78 anni in Venezia.
GAMBEBUCCI ( Cosimo! fioren-tino, fu scolaro di Battista Naldini,ed operava ue’ primi anni del di-ciassettesimo secolo. Mentre Giovan-ni Balducci studiavasi di aggiugneregrazia allo stile del comune maestro,Cosimo tutt’ al contrario procuravadi fuggire ogui gentilezza. Tentònon pertanto di supplire alla megliocolla castigatezza del disegno allaignobiltà delle figure : ma l’esempiodel Gamberucci fu una nuova te-stimonianza aggiunta alle antiche ,che con qualsiasi altro pregio uousi può supplire alla mancanza dellagrazia, dalla quale non va mai scom-pagnata la bellezza. Ignorasi la pie?cisa epoca della sua motte.