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GAMMON (Giacomo) nacquein Inghilterra circa il 1650, doveesercitavasi nel 1660 in qualità didisegnatore ed intagliatore. Intagliòmolti ritratti, ma di uno stile seccoe senza gusto, alcuni de’quali eb-bero non pertanto celebrità a cagionede’personaggi rappresentati. Ecconealcuni.
Ricardo Cromwel.
Caterina di Braganza.
Maschal pittore.
GAMOD1A, oZAMODIA (Eh-RICO ) creduto il primo architettodel Duomo di Milano: in forza deinuovi esami fatti intorno a quest’ar-gomento , sembra dimostrato nondoversi a questo artista alemannoche il primo disegno di quest’ edi-lizio , che avrebbe avuto comincia-mento molti anni dopo. Ved. Cica-gnara Storia della scultura, lib. II,cap. 7.
GAND ( Salomone di ) uno degliabati cisterciensi architetti che sioccuparono intorno alla vasta com-plicatissima fabbrica del Monisteroe chiesa di Dunes nelle Fiandre.Cominciò questa fabbrica nel 1214e fu terminata nel 1262 sotto la di-rezione di sette consecutivi abatiarchitetti , che avevano per mura-tori, scultori, legnajuoli, fabbri, pit-tori ec. molti centinaja di monaciche popolavano quell' abazia.
GANDIA (Giovanni di) uno deimolti valenti pittori di prospettivee di architetture del diciassettesimosecolo , trovasi ricordalo con» lodeda Teodoro Ardemans , pittore diFilippo V re di Spagna.
GANDINIo DEL GRANO (Gior-OIO ) parmigiano e non mantovano,come fu da taluno creduto, studiòsotto il Correggio, che si dice aver-gli talvolta ritoccati i suoi quadri.Se ciò è vero, converrà crederlo perconto del S. Michele che vedesi inParma nella chiesa di tal nome, nelquale quadro sono veramente certecose che rammentano il fare del pit-tar delle grazie. Ma altronde il Gau-
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dini aveva appresa 1’ arte sotto dilui, e non è meraviglia che siasi av-vicinato alla sua maniera. Appuntoper questo merito i suoi concittadinigli affidarono l’onorevole, ma rischio-sa incombenza, di dipingere la tri-buna del duomo , che Correggio ,prevenuto da immatura morte, nonaveva potuto colorire ; e che all’ul-timo fu affidala al giovinetto Maz-zola, perchè ancora il Gaudini moriavanti di porvi mano nel 1558.
- ( Antonio) di Brescia, nato
dopo il 1550. ebbe a maestro di pit-tura Paolo Veronese, ch’egli imitòper conto della copia delle ligure ,dello sfoggio delle parti ornamen-tali, della ricchezza delle vesti, seb-bene in altre parti si mostri piutto-sto imitatore del Vanni e delPalma.Il capo lavoro del Gandini è la Sto-ria della Croce dipinta nell’ anticoduomo di Brescia; del quale dipintofu detto , che se poche altre opereavesse egli eseguite con eguale bra-vura, non sarebbe rimasto secondo averuno degl’illustri pittori bresciani.Moriva Antonio nel 1650 , senzaaver condotte a fine altre pitture chegli erano state commesse per il duo-mo, le quali furono poi ultimate dasuo figlio
—— ( Bernardino) imitatore, matroppo debole imitatore del padre.Continuò Bernardino ad operare inBrescia fino al 1651, epoca della suamorte, sempre decrescendo in me-rito di mano in mano che allonta-navasi dai paterni esemplari.
- ( Saverio) oriondo di Bre-scia, nacque in Cremona nel 1729,e fu uno de’buoni architetti del p. p.secolo, sebbene non si fosse total-mente spogliato del gusto dominantefin oltre il 1750. Lasciò pure alcuniquadri rappresentanti antichi monu-menti e ruiue di edifizj. Morì in pa-tria in età di 65 anni.
- -(Francesco) nato nel 1723,
passò di 12 anni a Venezia insiemeai genitori che colà si stabilirono.Giunto ai 16 anni, recossi a Bologna,