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Tomo secondo.
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Ecco un breve elencò di alcuneSlampe, trailo dal più ampio diBasan.

Sebastiano Pisani vescovo di Ve-rona.

Luigi XIV re di Francia.

Luigi Bersler consigliere del re.

Matteo Poncet de la Rivière.

La Verga di Mosè cangiata inSerpente, che divora quelle de’magliidi Faraone, da Poussin.

Il Passaggio del Mar Rosso, dalmedesimo.

Deposizione di Croce, dal mede-simo.

I SS. Gervasio e Protasio condottiavanti al Proconsole , che li con-danna, da le Suettr.

S. Francesco in estasi fra le brac-cia di un Angelo, dal Caracci.

Busto del Salvatore veduto di trequarti, da Carlo le Brun.

GANZ (Gtovan Filippo) nacquead Eisenarh nei 1716, ed avanti chegiugnesse ai Irent’anni aveva acqui-stato tal nome tra gl’intagliatori allapunta, a lapis ed all’acquerello,chefu nominato incisore della corte diManovre. Pubblicò in questa cittàed in Gottinga diverse stampe ; enel 1784 fu ricevuto membro del-1’ accademia di Pittura e Sculturadi Casse!. Operava ancora in prin-cipio del presente secolo. Tra le suestampe sono abbastanza conosciutele seguenti :

Saggio d’incisione nella mauieradi lapis.

Ritratto di Dorotea Schloezer diGottinga.

Ritratto di Sidonia de Bork.

Ritratto di Federigo principe dellaGran Brettagna e vescovo d’Osne-bruck.

Busto antico di Apollo, ec.GARAMOND ( Claudio ), unode’ più famosi intagliatori e fondi-tori di caratteri , nacque a Parigiavanti il 1500 , c fu allievo di Gof-fredo Tory. Fu Claudio l’autore dellibro intitolato Camp-Flcury, ossial arte della proporzione delle lettereattiche, chiamate romane. Egli (lece

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i punzoui, c scolpì le matrici per icaratteri romani di quest’ opera ,stampata nel 1526. Questo nobilelavoro lo fece conoscere ad un gran-de protettore delle arti, Francesco I,che lo incaricò d’intagliare per lastampa degli antichi autori le trequalità di caratteri greci, detti grecidel re, ed in appresso conosciuti sol-tanto sotto il nome di Garamond.I disegni di tali caratteri furono fattida Angelo Vergezio di Gamba, scrit-tore del re. Si dice che le matricifurono poscia acquistate dalla fami-glia di Roberto Stefano, ed in ap-presso ricuperati da Luigi Xlll dallarepubblica di Ginevra. L’illustre *in-tagliatore di così preziosi caratteri ,che furono probabilmente adoperatila prima volta da Roberto Slefauoper l’opera greca di Eusebio di Ce-sarea, pubblicata nel 1544, mancòalla gloria dell’arte sua nel 1561.

GARBIF.Rl ( Lorenzo \ nato inBologna nel 1580, fu il fedele amicoe compagno di Lionello Spada, unitoal quale lusiugavasi di poter abbat-tere il troppo maggior rivale e con-discepolo , Guido Reni. A ciò mi-rando, fecesi a dipingere di granforza in sull’andare del Caravaggio;ed in tal modo, volendo superar Gui-do, si allontanò dalla buona manieraphe aveva portata dalla scuola. Erail (barbieri uno de’ migliori imita-tori di Lodovico ; meno scelto nelleteste , ma grandioso nelle forme ,nelle attitudini espressivo, ragionatoDelle glandi composizioni; oude lesue pitture in S. Antonio di Milanoveugouo attribuite ai Caracci, per-chè meno del consueto caricate discuri. Ma alla mauiera caraccescaaggiunse quella terribile del Cara-vaggio , cercando inoltre soggetticonformi al nuovo stile; onde quasialtro non rappresentò che stragi esangue , come ne facevano prova iquadri delle chiese dei Barnabiti diBologna, dei Filippini di Fano, diS. Maurizio di Mantova, ec. Rifiutò1’oflèrla del duca di Mantova, che vo-