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quale maestro, recossi a Roma permigliorare nell’arte; e tanto si com-piacque di quel soggiorno , che visi stabilì, esercitandovi con mediocreriuscita la pittura. Mori nel 1715.
GARZI ( Luigi) nacque a Pistojanel 1638 , ed apprese gli elementidella pittura da un mediocre artistachiamato Salomone Boccali ; poiebbe modo di entrare nella scuoladi Andrea Sacchi, dov’ebbe a con-discepolo Carlo Maratta. Una no-bile emulazione non tardò a mani-festarsi tra questi illustri allievi, dalmaestro egualmente amati , perchèonoravano la sua scuola. Ed iu vero,sebbene Maratti abbia ottenuta mag-giore celebrità di Garzi, coloro cheprofondamente conoscono l’arte nonSanno a quale dei due accordare lapreferenza. Osservano esservi unanotabile analogia tra la loro manie-ra; e spezialmente i loro disegui esse-re tanto rassomiglianti che a grandestento si distinguono eziandio daipiù esperti. Chiamato il Garzi a Na-poli per opere d’ importanza , di-pinse tra 1 altre cose la volta della
chiesa di Santa Calterina; ma perchèconobbe di essere inviso ad alcunipittori del paese, si allrettò di tor-nare a Roma , dov’ ebbe continuecommissioni. Giunto agli oltant’anniebbe il coraggio d’intraprendere leopere che abbelliscono la chiesa delle^Minimale. I giovani artisti si bur-lavano della presunzione di un uo-mo che in così grave età accingevasia lavori di così lunga lena. Perchè,avutane egli notizia, fece ogni sforzoper non dar luogo a ragionevolecritica ; e le sue pitture alle Stim-mate sonorisguardate per il suo capolavoro. Ma i continui studj c P as-sidua fatica lo trassero in breve alsepolcro nell'età dì 83 anni. 11 Garziriuscì quasi in ogni getiere di pit-tura. Ebh e fecondità d’invenzione,punta dì diseguo, tocco facile e pa-S !°SC' .leggere e grazioso colorito; esi distinse più che in lutt’altra cosauè gruppi fanciulleschi c nelle figure
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della Vergine. Nelle sue opere digrandi dimensioni vedonsi belle ar-chitetture e prospettive , che atte-stano gli assidui studj fatti in questearti, al pittore tanto necessarie. La-sciò un figliuolo , chiamato
—— ( Mario ), che da lui am-maestralo uella pittura, lasciava inRoma alcune pregevoli opere , chepromettevano di vederlo in brevenon da meno del padre: ma la mortelo rapì nel fiore della gioventù allagloria dell’arte.
GARZIA ( Alvaro ) nacque inEstella di Navarra nell’ uudecimosecolo , e fu l’architetto della cat-tedrale d’Avila unitamente alla torreed alla fortezza , che negli antichitempi servì di palazzo pei re. Que-sti importanti edilizj ebbero cotnip-ciamento nel 1091 , e si trovanocondotti a (ine nel 1107. La lorocostruzione è di pietra di scoglio ,benché a tratti e senz’ ordine veg-gausi delle pietre scal pellate di co-lore rossiccio, levate da antichi edi-(izj romani, come ne fanno provale corrose iscrizioni che si leggonotuttavia in alcune.
GARZON ( Giovanni ) siviglia-no , fu uno de’ più fedeli imitatoridel Murillo, schbcue abbia avuto lasventura di perdere il maestro po-chissimi aulii dopo essere entratonella sua scuola. Condusse moltepregevolissime pitture in compagniadel suo condiscepolo Francesco Me-neses Orazio , altro dei buoni se-guaci del Murillo. 11 Gatzon moriin Siviglia nel 1729.
GARZONI (Giovanna ) nata inAscoli circa il 1600, moriva in Ro-ma nel 1673, legando le sue sostanzeed i suoi disegni all’ accademia diS. Luca; Ja quale, grata alla memo-ria della generosa benefattrice , leeresse in chiesa un monumento inmarmo , caratterizzandola valorosanùuialrice. Dicesi , che si conser-vano in Ascoli quadri all’ olio difiori dipinti da questa celebre fem-mina, che nella sita elà migliore fece