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Tomo secondo.
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reggiano ai piu illustri pittori. Do-vremo credere che siano totalmentemenzogneri ?

GI1ÉEST ( V. Wybrand de).

GHENT (Emmanuele de), nato inGand nel 1749, dove apprese l’artedell’ intaglio , andò in età ancoragiovanile a stabilirsi a Parigi. Cre-desi comunemente allievo di Giaco-mo Aliamet, e le sue stampe tratteda diversi autori sono intagliate congusto. Trovansi di sua mano moltegraziose vignette, che ornano il viag-gio in Italia dell’abate di Saint Non.Tra le altre sue stampe conosconsile seguenti :

Amore Asiatico, da Eisen-Basan.

1 Mietitori nel campo, dal me-desimo.

La Mietitura, paesaggio assai riccodi ligure, da Isacco Moucheron.

Ventiquattro argomenti pastorali,da Marillier.

GIIERARDI (Antonio) da Rieti,nato nel 1644, fu alcuni anni sco-laro del Mola, morto il quale si ac-conciò con Pietro da Cortona , epraticò in Roma altre scuole ad og-getto di migliorare il colorito. Ebbein quella capitale molte commissioniper chiese, e si acquistò nome difacile pittore, ma fu accagionato diineleganza e di povertà d’invenzione,onde replicava con poca varietà lecose sue o del maestro. Intagliò purealcune mediocri stampe, e mori inRoma nel 1702.

—- (Cristofano) da Borgo S,Sepolcro, chiamato li Doceno , na-cque nel 1500, e fu probabilmentescolaro di Raffaellino del Garbo.Vasari I’ ebbe frequentemente persuo ajuto nelle opere di grande im-

f ortanza, affidandogli liberamente1 intera esecuzione de’suoi disegni.Pochi seppero maneggiare con mag-gior franchezza i colori a fresco, ondeGiorgio si confessava per questo ri-spetto inferiore a Gristofano. Seb-bene assai meglio riuscisse negli or-nati che nelle figure, e più valessepelle eose a fresco , non pertanto

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condusse alcuni quadri all’olio conmolta bravura , come ne fannotestimonianza quello della Visita--zione a S. Domenico in città di Ca-stello, e quello di S. Maria del Po-polo a Perugia. H Vasari che moltolo amava , ne scrisse la vita. Morìin patria nel 1552, ed il duca Co-simo I ne onorò il sepolcro con unbusto in marmo ed un epitaffio, nelquale viene dichiarato : pìngendiarte prestanlissimus. Ma Cosimo eraprotettore, non conoscitore delle arti,onde preferiva Vasari a Tiziano ,

1 Ammanato a Michelangelo.

_ 1 (Filippo) nacque in Lnccacirca il 1620, e fu, se non scolaro,imitatore di Pietro da Cortona. Ve-dasi quanto si disse di questo artistanell’Art. Cola Giovanni suo indivi-sibile compagno. Soggiungerò sol-tanto, che dopo la morte dell’amico,Filippo dipinse in Lucca il chiostrodel Carmine, e che viveva tuttavianel 1681.

GIIERARD1NI (Alessandro),fiorentino , nacque nel 1655, e fuallievo in patria di Alessandro Rossi.Seppe con maravigliosa facilità con-traffare la maniera d’altri pittori ;e quando volle operare con impe-gno, non si mostrò da meno di al-cun suo contemporaneo. Stupendapittura è la sua Crocifissione a Ca-maldoli ; opera studiatissima , spe-zialmente nel tono generale che e-sprime felicemente le tenebre diquella giornata di lutto universaledella natura. Ma egli operava aseconda del prezzo ; e quando stra-pazzò il mestiere rimase di lungamano inferiore al suo emulo AntonDomenico Gabbiani. Morì in patrianel 1728.

— — ( Giovanni ) bolognese, fuscolaro del Colonna e suo ajuto dopola tornata di lui in Italia. Mori dueanni prima del maestro, nel 1685,senza lasciare verun'opera d’impor-tanza di propria invenzione.

■ — (Stefano), scolaro e fedeleimitatore di Giuseppe Gambarini,