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Ecco il catalogo delle principali suestampe
La Strage dei sacerdoti di Baalalla presenza di Elia e di Acabbo.
M. V. col divin Bambino.
S. Giuseppe e S. Giovanni.
La Maddalena penitente.
Gesù che disputa coi Dottori.
La Donna adultera.
S. Anna ricevuta in Cielo dallabeatissima Vergine.
GlORGETTl (Giacometti) nato>n Assisi circa il 1620, fu scolarodel cavai. Lanfranco. Fu costui unvalente artista, ma perchè non operòr he in patria e nelle vicine contra-de, non ebbe fama proporzionata alnierito. Vogliono alcuni che le sueopere siano meglio finite o con piùsapore colorite di quelle del mae-stro , al quale per altro cedeva dilunga mano per altri rispetti. Inuna cappella del duomo di Assisiconservansi una sua pittura assai co-piosa di ligure, e diverse storie re-lative alla vita di M. V. vedonsinella sagrestia de’Conventuali. Morìdi 77 anni in sul finire del dicias-seltesimo secolo.
GIORGI ( Giovanni) non igno-bile intagliatore veneziano operavadopo il 1754, nel quale anno fu pub-blicato il libro intitolato piperàPytia di hi. Aurelio Severino con di-versi suoi rami. Intagliò il ritrattodi Tiziano che orna le Vite de'Pil-tori Venezianidi Carlo Rido!fi, quellidi Giovanni Veslingio, di FortunioLiceto , ec.
GIORGIO (Francesco di), natoin Siena dalla famiglia Martini nel1425 , fu uno de’buoni scultori eda rchiletti del quindicesimo secolo( che queste due professioni da Nic-colò da Pisa fino a Michelangelo Ro-narrotti furono simultaneamente c-sercitate da tutti i grandi maestri).A Francesco di Giorgio si attri-buisce il bellissimo palazzo edificatoper ordine del duca Federigo diMonte Feltro; coinuuquc alcuni au-
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tori ne diano lodo ad altri architetti:ed è questa invero , per molti ri-spetti , una delle più insigni operearchitettoniche del quindicesimo se-colo. Volendo papa Pio 11 elevareal grado di città Corsignario, suapatria, che poscia in onor suo preseil nome di Pienza, incaricò France-sco di fare i disegni e modelli delpalazzo e del vescovado. In una pa-rola, fu quest’uomo uno dei pochis-simi artisti dell’età sua, cui andiamodebitori del perfezionamento deìl’ar-chilettura.
GIORGIONE. Vedi BarbarelliGiorgio.
GIOTTO, STEFANO FIOREN-TINO, e GIOTTINO TOMMASO.Mi sia a questo luogo permesso diriunire per ordine cronologico e nonalfabetico tre artisti che formarono,può dirsi, una sola famiglia, il capodella quale ha segnata una così im-portante epoca nella Storia del rin-novamento delle arti. Giotto, dimi-nutivo d’Ambrogiotto, nato in Ve-spignano a breve distanza da Fi-renze, da povero contadino, nel 1276,o meglio nel 1265 , lu veduto daCimabue disegnare sopra lastre dipietra, di cui abbondano i contornidi Vespignano , una delle pecorech’egli custodiva. Sorpreso il valentemaestro nel vedere un garzoncelloprivo di ogni istruzione tutto intentoa ritrarre la natura , lo chiese alpadre, che di buon grado lo accor-dava ad uomo che tanto poteva mi-gliorare la condizione della sua fa-miglia. Condottolo a Firenze , conmaravigliosa prontezza apprendevaGiotto le pratiche della pittura, edin poco tempo fu il migliore ajutodi Cimabue ; il quale alla gloria diaver dati i primi lumi all' arte af-fatto inselvatichita, aggiunse quella,di avere formato colui che la farebberapidamente avanzare. Di buon gra-do con monsignor Bottali preferiscodi assegnare ai natali di Giotto il1265, perocché ammettendo tutti ibiografi, che Stefano fiorentino sia