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Tomo secondo.
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Alessandro ) nacque in Madrid ne!

"1719. Di 19 anni dipinse le deco-razioni del teatro del Retiro, e nel1744 fu impiegato nel palazzo di S.Idelfonso, dove fece varie opere dipittura e di scultura. Nel 1752 funominato vice direttore dell’accade-mia per la classe d’architettura , edieci anni più tardi ebbe la stessacarica in quella della pittura. Le ri-forme dei teatri progettate a quel-l’epoca diedero luogo ad una gene-rale esposizione di decorazioni, trale quali furono con entusiasmo pre-ferite quelle di don Alessandro. Findai primi anni quest’ artista ebbecostume di operare in compagnia disuo fratello Luigi tanto nei lavoriall’olio, che a fresco ed a tempera;il primo dipingeva gli ornati. Luigile figure. In una parola essi furonoi Mitelli ed i Colonna della Spagna.Morì Alessandro ne) 1772, dopo averavuto a compagno per terzo

GONZALES VELASQUEZ (Ai*-TONIO). Questi fratello di Alessandroe di Luigi, nacque nel 1729, ed otten-ne una pensione dal re per ultimare isuoi studj a Roma. Colà dipingevaa fresco alcune storie nella chiesadei Trinitari di Castiglia ; e di ri-torno- in Spagna fece la cupola dellacappella della Madonna del Pilarnella cattedrale diTarragona che gliottenne 1’ universale approvazione.Nulla dirò delle cose eseguile in Ma-drid insieme ai fratelli, Luigi edAlessandro ; le quali furono molte.Il re volle compensarlo nominan-dolo vice direttore dell’ accademiadi S. Fernando. Fu Antonio facilee grazioso pittore; felicemente con-cepiva le composizioni, eie eseguivacon eguale facilità. Olire le pitturedi Madrid e dei palazzo del Pardolasciò varie opere assai pregevoli inSaragozza, Cuenca ed altrove. Quan-do morì in Madrid nel 1793 era di-vettore onorario dell’accademia.

. ~ - — .. (LUIGI ) di cui parlato

abbiamo ne’precedenli capitoli, eranato a Madrid nel 1715, Oltre la

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carica di vice direttore dell’accade-mia di S. Fernando, ebbe quella dipittore di gabinetto del re. Morì nellafresca età di 49 anni.

GOOL ( Giovanni van) nato al-l’Aja nel 1685, più che colle operedel pennello, acquietò celebrità collibro intitolato ; Teatro dei pittorifiamminghi , contenente le vite e leopere loro. Fu quest’opera pubbli-cata all’Aja nel 1750 e 1751 in duevolumi in 8.°

GORGASO celebre pittore e pla-stico greco, abbellì, in compagnia diDamolìlo, con ambedue i generi del-l’arte sua, il tempio di Cerere postoin Roma presso il Circo Massimo.

GIORGIA. Sappiamo da Plinio ,Lib. XXXIY c. 8, che questo scul-tore fioriva nell’Olimpiade 87. a con-temporaneamente ad Agelada, Cal-lone, Policlelo, Fragolone, Gorgia,Lacone, Miroue, Pitagora, Scopa ePerelio; onde è da credersi che nonfosse molto da meno di tanti suoiillustri compagni ; ma non sussisteverun’ opera attribuitagli, che possafare testimonianza de! suo merito.

GOBI ( Angiolo ), fiorentino ,che operava nel 1658, fu vago pit-tore di frutta e fiori, che sapeva faresomigliantissimi al vero, e disporreleggiadramente. Lavorava eziandiodi prospettiva; e nel preallegato annodipinse, in compagnia di GiuseppeMa sìdì e di altri artisti, il corridoredella reale galleria di Firenze. Igno-rasi l’epoca della sua morte.

—— ( Lamberto ) fiorentino an-cor esso, e rinomatissimo professoredi scagliola , fu scolare d’ IgnazioIlugford. Alla bontà e gusto del di-segno aggiunse Lamberto la felicitàdell’esecuzione, avendo talvolta sa-puto colla scagliola emulare i piùdelicati lavori del pastello, tanto rap-presentanti ornati che figure. Mancòall’arte in Firenze nel 1801.

GORO e FERDINANDO diFRANCESCO, celebri dipintori sulvetro , furono allievi di DomenicoLivi, e molto operarono in Firenze