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de Velde. Giovanni più che ad allrogenere si affezionò a quello dei pae-saggi ; ed i suoi paesi svariatissimirappresentano d’ordinario fiumi conbarchette da pescatori, o barche pie-ne di contadini che vanno e ritor-nano dal mercato; ed in lontananzavedonsi villaggi e poche volte bor-gate. Campeggia nelle sue opere untocco facile e spedito, e non ha di-pinta veruna cosa senza disegnarlaprima dalla natura. Osservasi chei suoi quadii hanno un certo colorgrigio , che alcuni attribuiscono alturchino d’ Arletn, colore , ai suoitempi, molto di moda in Olanda.Compose pure ed intagliò qualchepaesaggio all’ acqua forte , e vi siravvisa il suo tocco grasso e facile.Morì all’Aya nel 1656. Le poche suestampe sono rarissime, e fra que-ste conosconsi principalmente le se-guenti :
Grazioso paesaggio con fabbriche,ed una barchetta sul fiume quasivicina alla terra.
Altro simile, ornato di piccole ca-panne, attraversate da un iiumicello.
GOYRAND ( Claudio ) nacquea Sens circa il 1634, fu disegnatoreed intagliatore alla punta ed a bu-lino , ed incise con buon gusto di-versi paesaggi in su lo stile di Sil-vestre. Soggiornò lungamente in Ro-ma ed in Parigi , come ne fa te-stimonianza la data di varie suestampe, tratte da 1. Stella, Quesnel,Mauperché , Callot, ecc. Ignorasil’epoca della morte.
Soggiungo un breve catalogo dellesue stampe :
Quattro vedute pittoresche : cioè
Le ruine del vecchio castello diBissestre.
Gli avanzi della fabbrica degl'in-validi.
La degradazione di vecchia torrequadra.
La gran fontana del giardino diTivoli.
La cappella di S. Maria Maggioredi Roma, da Stelano della Bella.
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Quattro paesaggi, da! medesimo.
Nuove vedute e prospettive, trattedai più bei luoghi di Parigi e deisuoi contorni, ec.
GOZ ( Gio. Battista ) pittoreed intagliatore della corte imperiale,pare che poco abbia operato in qua-lità di pittore , continuamente di-stratto dai disegni ed incisioni disoggetti che gli venivano ordinatidai principi e principesse suoi pa-droni. Tra le sue invenzioni inta-gliate a piccolissimi punti ed a pochitratti, ricorderò le stampe del Cristomorto , la Céna del Signore , unCrocifisso, S. Gregorio Magno, ilTransito di S. Francesco Xaverio ,S. Barbara vergine e martire, ec.
GOZZOLI ( BENOZZO ) fiorenti-no, allievo di Giovan Angelico daFiesole, cercò di accostarsi allo stiledel Masaccio, e forse lo vinse negliaccessorj degli edilìzj, nell’amenitàdel paesaggio , nelle idee ridenti etalvolta facete. Nel palazzo Riccardidi Firenze conservasi ancora 1’ an-tica cappella , in cui dipinse unaGloria, una Natività ed un’Adora-zione dei Magi. Non so se trovisialtrove verun’opera a fresco con vesticosì ricche di dorature ( ciò cheprobabilmente devesi all’ ordinato-re ) ; ma quello che torna soltantoa lode dell’artista è la perfetta imi-tazione delle cose, che ci offre unagiusta idea de’ costumi del suo se-colo ne’ ritratti , nelle vesti, nellebardature de’ cavalli ed in ogni piùminuta usanza. Nelle posteriori opereeseguite in Pisa pare che Benozzosiasi accorto del torto che fanno al-l’arte le abbondanti dorature, e fupiù sobrio, supplendo alla mancanzadi ricchezza colla maggior bontàdel disegno e della composizione.Convien dire che avesse una straor-dinaria facilità d’ invenzione e diesecuzione, se è vero quanto fu scrit-to, che in dueamìi terminasse tuttele storie da lui eseguite nel CampoSanto, che occupano un intero latodi così vasto edilìzio. E cresce sem-