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Tomo secondo.
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pubblicò diversi soggetti delle Me-tamorfosi d'Ovidio. Suo Figlio.

GRAND (Agostino Claudio Si-mone le) nato a Parigi neM765, edammaestrato dal padre, intagliò di-versi soggetti a colori da Frago-nard ed altri, nel genere di Bon-net.

— (le) intagliatore francese di-morò lungamente in Londra , doveapprese ad incidere alla manieranera •- e di ritorno a Parigi pubbli-cava diverse stampe che ottennerofavorevole accoglimento.

- (Giacinto le) nacque nella

Lorena nel 1755 , ed apprese l’artedell’intaglio in Parigi. Pubblicò va-rie stampe a bulino , tratte da Fra-gonard , tra le quali hanno nomeGiove ed lo, la Giamblette ecc.Ebbe Giacinto un fratello, che in-cise all'acqua forte con gusto , ediede diverse stampe per la Rac-colta del Gabinttlo /li Le Bruti.

GRANDI ( Carlo ) operava inRoma r.cl 1756 , dove ebbe famadi buon intagliatore a bulino. Feceuna vignetta di architettura per or-namento delle opere di S. EfvemSiro , diversi rami per il libro dipoesie del Pastor Arcade Nealco ,rimaglile di M. V. del buon con-siglio , un Gesù Bambino nel pre-sepio, ed altre rose tratte dal Tre-visani e da altri.

—— (Ercole) di Ferrara, natonel 1-191, fu scolaro del Costa, chesecondo il Vasari , superò d’ assai.Era il Grandi affezionatissimo almaestro, onde invitato a dipingereda sè e di sua invenzione, più volterinunziò ail’amor proprio ed utilesuo per non far torto al maestro.Chiamato questi a lavorare in Man-tova , non si lasciò piegare dalleistanze dello scolaro che desideravadi seguirlo, conoscendolo superiorein molle parti’, e gli commise in-vece di tirar innanzi l’opera dellacappella dei Ganganelli da lui co-minciata in S. Pietro di Bologna.Ed c questo quel dipinto per cui

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l’Albano pareggiava Ercole al Man*legna, al Perugino ed a qualsiasialtro professore di stile, dirò così,antico-moderno, tanto per morbi-dezza di pennello, che per armo-niosa distribuzione delle figure. Sic-come Ercole dipingeva per amoredell’arte e non per avidità di gua-dagno , terminava con somma di-ligenza e ad intervalli le opere sue,ponendo mano quando all’ una', equando all’altra. Abbiamo di giàindicatala sua migliore opera, adessoin gran parte perduta. Altre, tuttepregevolissime, possono vedersi inFerrara , Cesena e Ravenna , unquadro dell’ Adultera a Firenzenel palazzo Pitti , creduto lungotempo di Andrea Mantegna ; altriin Roma e nella reale galleria diDresda , ec.. Mori di 40 anni nel1531.

GRANELLO (Niccolosio ) sco-laro del Semini, fu uno de’buonifrescanti genovesi , e che avrebbeacquistato maggior nome che nonIla , se non fosse mono in freschis-sima età circa il 1600.

GRANERI ( N ) pittore torineseapprese 1’ arte in patria da Dome-nico Olivieri, ch’egli fedelmenteiinilò , onde non ottenne fama diartista inventore. Operava ancoranel 1770.

GRANJON (Roberto) uno deipiù valenti intagliatori e fonditoridi caratteri del sedicesimo secolo ,apprese l’arte in Parigi, ove dopoaverla esercitata alcuni anni per lastamperia di suo padre , passò aLione, e colà fece i ponzoni per lastampa della musica circa il 1572.Venuto dopo in Italia , si applicòall’ intaglio de’ caratteri orientali perDomenico Basa tipografo di Roma.Fu in appresso chiamato a Firenzedal cardinale, poi gran duca Fer-dinando de’ Medici, con largo sti-pendio, onde operare nella nascentetipografia medicea orientale. 11 pic-colo alfabeto orientale eseguito daRoberto per i Medici è il pie*