221 GU
Torino , l’altro a Racconigi. Altrecittà ebbero piuttosto la sventura ,che la sorte di avere edifìzj di suainvenzione: Modena la chiesa di S.Vicenzo , Verona il tabernacolo diS. Niccolò, ecc. Che più ? fece perMessina il disegno della chiesa deiSomaschi , per Parigi quello diSant’ Anna , per Praga di S. Ma-ria d’F.tlinga, per Lisbona di S. Ma-lia della divina Provvidenza. Tuttoin queste fabbriche è arbitrario, ir-regolare , sforzalo. Mori per van-taggio dell’arte nel 1683.
GUAR1NONI (Luca) fece alcunemediocri stampe tratte dalle operedi PiafFaello.
GUARNERI (Teodostoo Teodo-ro) fioriva ne’primi anni del quattor-dicesimo secolo in Cremona , doveesercitava la professione di archi-tetto. Trovansi memorie che nel 1509fere i disegni e diresse la fabbricadella chiesa di Sant’ Agostino indelta città , fatta in forma basili-cale , di stile chiamato gotico, lun-ga braccia 111 e larga 40, esclusele cappelle, la quale dopo due se-coli e mezzo , fu internamente ri-dotta di gotico allo stile greco-ro-mano.
GUBBIO (Oderigi da), famosis-simo miniatore del tredicesimo se-colo , mori nel 1299 , poi ch’ebbeammaestrato nell’ arte sua Francobolognese. II Baldinucci lo vollegratuitamente scolaro di Cimabue ,sebbene probabilmente esercitassel’arte sua quando Cimabue era an-cora fanciullo , onde non far tortoal suo favorito sistema di far ve-nire dal solo Cimabue in tutta l’I-talia il rinnovamento della pittura.Certo è non pertanto che Oderigiteneva in Bologna il primato dellapittura, e v’ebbe fioritissima scuola,dalla quale uscì quel Franco bolo-gnese, che lo superò, come Giottooscurò la gloria di Cimabue. Dantes’imagiua d’ aver scontrato Oderiginel purgatorio, dove scontava ilpeccato della superbia ; Oh , dissi
GU
lui, non sei tu Oderìsi — V onord’Agubbio e l’onor di quell’ arte •—Che alluminar è chiamata a Pa-rigi!' — Frate, diss’ egli, più ridonle carte ■— Che pennelleggia Francobolognese; — L’onor è tutto or suoe mio in parte. — Ben io non sa-rei stato sì cortese — Mentre cheio rissi per lo gran disio — Del -/’ eccellenza , ove mio cor intese: —Di tal superbia qui si paga il fio...Aggiugne poi come io esempio del-l’accaduto a sè: Credette Cimabue
nella pittura _ Tener lo campo ,
ed ora ha Giotto il grido , —- Sic-ché la fama di colui è oscura. —Spiace veramente che Dante facciasoffrir lunga penitenza ad Oderigiper lo gran desio dell’ eccellenza ,senza il quale niuno può diventaregrand’ uomo nella sua arte.
— (Cecco e Puccio da) pro-babilmente allievi di Oderigi, eranonel 1321 stipendiati per dipingerenel duomo d'Orvieto; ma ignoriamose le loro pitture si conservino tut-tavia, e quali siano.
— — (Giorgio da) celebre pla-stico , fiorì dal 1519 al 1557, du-rante la quale epoca tenne apertain patria una rinomata fabbrica dimajoliche. Conservatisi molti piattidi questo valente artista, colla leg-genda :M. Giorgio da TJgubio; ed ilpiù delle volte coll’anno in cui fu-rono fatti. Vedevasi nei Domenicanidi Gubbio, non è gran tempo, unasua bella statua in plastica di S.Antonio abate.
GUCJIT ( Giovanni van ver )nato in Londra nel 1697 , appresegli elementi del disegno da LuigiChenon , e quelli dell’ intaglio dasuo padre. Shefeld stava in allorapubblicando la sua Oclologia, e glicommise i disegni e l’intaglio dellestampe che 1 adornano. Intagliò poimetà delle stampe della cupola diS. Paolo sui disegni del cavai. Tom-maso Thoruhill. Sono pure cono-sciute di quest’artista sei figure ac-cademiche disegnate da lui, che lo