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Tomo secondo.
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gegno e di straordinaria facilità d’itt*ventare e di eseguire, condussero afine in cinque anni importantissimeopere nella cappella di Sisto a S.Maria Maggiore, nella libreria Va-ticana, e ne’palazzi Quirinale, Vati-cano, Lateranese, alla Scala Santaed altrove.

GUERRA, o GUERRI (Dionisio)nato in Verona nel 1610 , venneammaestrato nella pittura dal Feti,dal quale apprese a disegnare cor-rettamente , ed il buon gusto dellascuola romana. Tornato in patria,dava opera al colorito, studiando lecose di Paolo e di Tiziano , ondeVerona sperava a ragione di vedereda quest’ artista riparate le recentisue perdite ; quando in età di solitrent’anni fu rapito alla gloria dellaveneta scuola e della patria. Pochecose sonosi conservate di questo va-lente giovine, e la maggior partetrasportate in paesi stranieri.

GUERRINI ( Giacomo;) nato inCremona nel 1718, si fece in patriae fuori conoscere ragionevole pitto-re. Era ancora giovine quando di-pinse in patria per l’oratorio di S.Girolamo la Decollazione di S. Gio-vanni Battista. In appresso fece aS. Agostino i due laterali nella cap-pella della Madonna, chiamata dellaCintura , rappresentanti l’Incontrodi S. Gioachino con S. Anna e laPresentazione di Maria Vergine alTempio. Vedonsi pure altre sueopere nella stessa città ai Santi Qui-rico e Giulitta, con sotto l’epigrafe;Pingeva Giacobo Guerrini 1754, ed inMilano a S.Francescosul corsodi por-ta Nuova, ec. Morì in patria nel 1793.

— ( Giovan Battista ) scul-tore cremonese in legno , operavanel 1638 nella chiesa dei Frati fran-cescani in Correggio, come rilevasida una sua ricevuta latta da lui iotale anno per dueatoni quaranta diargento ricevuti dal padre Zuccardi,venti in Cremona ed altrettanti inCorreggio in pagamento del pogiodell’organo e ai altri lavori.

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GUERTIER (Francesco de da)nato nel 1624 , esercitò la pitturae l’intagliò all’acquafòrte, ma nel-l’ una e nell’ altra professione nonottenne di uscire dalla mediocrità.Ad ogni modo cercò di rendersiutile agli artisti pubblicando un li-bro da lui disegnato ed intagliatocol titolo di Grotteschi di Raffaellonelle Logge Vaticane. Sono purericordate altre due stampe relativeal ratto d’Europa.

GUEVARA (Don Filippo), ap-partenente ad illustre famiglia cheegli rese più illustre colle sue virtù,venne in Italia con Carlo V nel1530, ed in Bologna ebbe opportu-nità di conoscere Tiziano, colà chia-mato a ritrarre l’imperatore. Tornòaltra volta in Italia per solo amoredelle arti, e raffinò il suo gusto collostùdio dell’antichità e delle più ec-cellenti opere de’ moderni pittori.Poche cose operò col pennello, mai suoi Commentari sulla pittura ,che non riuscirono di poco giova-mento ai progressi dell’arte in Spa-gna, lo dimostrano profondo cono-scitore della medesima. Morì nel1563.

GUGLIELMELUI ( Arcangelo )napolitano, contemporaneo del So-limene, viene in patria risguardatoquale distinto pittore di prospettive,senza che si abbiano più circostan-ziate notizie intorno alla sua vitaed alle opere.

GUGLIELMI ( Gregorio ) natoin Roma nel 1714, abbandonò pre-sto la patria per recarsi in stranierecontrade, di già ammaestrato nellapittura. Fu prima in Torino, dovenella chiesa de’SS. Solutore e Com-pagni dipinse una tavola de’ santititolari ; passava di là a Dresda ,Vienna, Pietroburgo, ec. lavorandomolte cose a fresco in quelle corti.Fra le migliori sue opere sono ce-lebri i due sfondi eseguiti nell’ u-niversità di Vienna e nell’imperialevilla di Schonbrun. Mancò all’artein Pietroburgo nel 1773.