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Tomo secondo.
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Considerazioni sulla Storia delleArti, elle formeranno l’ultimo vo-lume di quest’opera,-

GUIDO BONO (Prete Barto-LOMmeo ) nato in Savona nel 1654, ^lavorò prima con suo padre , pit-tore di majoliche per la Corte diSavoja, nella quale professione co-minciando ad uscire dalla medio-crità paterna, osò fare alcune cosead olio , che lo incoraggiarono adarsi interamente alla pittura. Andòquindi a Parma, poscia a Venezia,e sulle opere del Correggio e di Ti-ziano si fece valente pittore. Dopoalcuni anni, passato a Genova, ebbeimportanti commissioni, ed a tuttesoddisfece lodevolmente, onde ven-ne in grandissima fama. Osservaronoalcuni che non fu felicissimo nellefigure, ma che sapendo abbellirele sue storie con vaghissimi acce-sorj di fiori, di frutta, di animali,faceva dimenticare la debolezza delleprime. Ebbe grandissima soavità dipennello e conoscenza perfetta delchiaro-scuro , come ne sono felicitestimonj i suoi quadri dell’ebbrezzadi Loth , e di alcune altre storiesacre e profane esistenti nel palazzoBrignole Sala di Genova. Morì nel1709.

—— (Domenico) suo fratello edallievo , lasciò nel duomo di Ge-nova una gloria d’Angeli ebe s’av-vicina al fare di Guido : tanta è ladelicatezza e la grazia del suo pen-nello ; onde parrebbe doversi pre-ferire Domenico al prete, se avessesempre tenuta la stessa maniera; mainvece si scontrano in Genova edin Piemonte, tra pochissime lode-voli, molte trivialissime opere. Morìdi 76 anni , nel 1746.

&U1DOTT1 (Paolo) nato in Luc-ca nel 1569 , fu mandato in etàianciull esca a Roma , dove appresea disegnare ed a dipingere sotto di-versi maestri. Sisto V lo ebbe ingrandissima stima, onde dipinse inqtUtti SU edifizj da lui eretti ,sebbene fosse ancora giovane. Fu

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però osservato che quasi tutte le suepitture furono per varj accidenti o co-perte, o guaste, o demolite, Si applicòin appresso alla scultura, e per ungruppo di marmo di sei figure fattoper il cardinale Scipione Borghese,fu da Paolo V creato cavaliere diCristo e fatto conservatore del Cam-pidoglio. II Guidoni esercitò questaeminente carica con somma lode,ed a sua istanza fu emanato il de-creto per la rigorosa osservanza dellecostituzioni -dell’ accademia di SanLuca. Fu il Guidoni eziandio ar-chitetto , fece i disegni per l’appa-ralo magnifico in occasione dellacanonizzazione dì non so quali San-ti e Sante , ed altre cose. Ebbe lafantasia di comporre un poema epi-co , che chiamerebbe la Gerusa-lemme distrutta , studiò la giuri-sprudenza , le matematiche, l’astro-logia , l’anatomia ec; ed all’ ultimogli venne voglia di volare. Com-postesi con ingegnoso metodo certeale di ossa di balena che ricuoprìdi piume, e mediante alcune molledando loro una conveniente piega-tura , se le congegnò sotto le brac-cia , e dopo averne fatte alcune se-grete prove, si espose a pubblicospettacolo. Si spiccò da un luogopiù eminente di Lucca, e si portòavanti per un buon quarto di mi-glio; ma più non potendo quelleale sostenerlo, venne a cadere so-pra un tetto , donde sprofondò inuna stanza , e si rupe una coscia.La morte pose fine nel 1629 allesue invenzioni.

GTJILELMO da Verona fu unodegli scultori che nel secolo unde-cimo lavoraronó intorno alla fac-ciata della chiesa di S. Zeno inVerona , del quale il marchese Maf-fei pubblicò il seguente verso scol-pito sopra un marmo della facciatamedesima !

„ Salvet in atternum qui sculp-sit ista Gidlenium ».

-(Bergamasco) valente archi-tetto e scultore fiorì in sul declinare