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Tomo terzo.
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co, fioriva nell’Olimpiade 1)5, masemina che le sue opere uoii fos-sero abbastanza note agli scrittoridelle cose dell’ arte , perocché ap-pena si trovano accennate.

PITOCCHI ( Matteo dai ) fio-rentino, cominciò a dipingere circail '1650, nello stato veneto, dove èda credersi recato in età giovanile.Poche tavole dipinse per chiese ,alcune delle quali vedevausi inquella de’ Servi , non tali però dadare una troppo vantaggiosa ideadel suo merito. Ma egli si distinsein un solo genere di pittura rap-presentante pinocchi d’ ogni sesso ,e persone della più abietta condi-zione , onde gli venne il sopran-nome di Pitocchi. Molti suoi qua-dri e svariati assai vedonsi nellequadrerie di Venezia, di Vicenza ,di Padova , di Verona , ricchi dibizzarri accessorj e ridevoli facezie,che quasi fanno per poco dimen-ticare l’ignobilità dell’oggetto rap-presentato. Morì in Padova nel 1700,

PITTER1 ( Giovanni Marco ),nacque, secondo la comune opinionein Venezia nel 1605 , ed ebbe aprimo maestro di disegno e d’ inta-glio Giuseppe Baroni , meno chemediocre artista. Conoscendo di nonpotere approfittare nella sua scuola,si accostò a G. A. Faldoni, e riuscìvalente professore nell’ arte sua.»• Intagliò, dicono Watelet c Mi-» lizia , in una maniera sua pro-li pria da non imitarsi ; non in-» crociò i tagli in sensi diversi ,» come ordinariamente si pratica,>> Non usò il modo di Mellan di,, un solo ordine di tagli secondo» gli andamenti degli oggetti. Co-li priva i suoi rami di tagli leggeri» perpendicolarmente , o diagonal-« mente , li profondava qua e là ,m come punti allungati per dare più» o meno forza, secondo richiedeva

« il contorno ed il chiaro scuro :« e malgrado questa bizzarria le» sue stampe hanno qualche veritàii e del colore ”, Fu occupato per

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la incisione del Museo Fiorentino,e per la Raccolta dei più celebriquadri della galleria di Dresda.Morì in Venezia nel 1767.

Soggiungo un breve indice di al-cune stampe.

Busto di Gio. Marco Pittori, in-tagliatore Veneziano, da G. B. Piaz-zetta.

Gio. Battista Piazzetta, pittoreVeneziano.

Carlo Goldoni, poeta comico Ve-neziano.

P1TTONI ( Giovanni Battista)nato in Venezia nel 1687 fu al-lievo e nipote di Francesco Pii toni,pittore di pratica, che altro meritonon ebbe, tranne quello d’ averedato alla pittura un’artista elle onorail secolo decimoltavo. Giambattistanon tardò ad accorgersi che pocopoteva apprendere sotto così debolemaestro, o soltanto apprendere unaviziosa maniera; e fecesi a studiarele più insigni pitture de’graudi ar-tisti della scuola patria e delle stra-niere. Con tale pratica formossi unostile quasi originale per certa qualearditezza di colore, e per cotalivezzi ed amenità opportunamentesparse ne’ suoi quadri. Amò le fi-gure alquanto minori del vero, nonsolamente ne’ quadri da cavalletto,ma ancora in quelli da chiesa. 11più rinomato di quest’ ultimi èquello del Martirio di S. Bartolom-meo , che vedesi a Padova nellachiesa di S. Antonio. Morì nel1767.

PITTORI ( Lorenzo ) nacque inMacerata in sul declinare del quin-dicesimo secolo , e fu uno di co-loro , che sebbene lungamente vis-suti nel buon secolo , ritenne ingran parte T autico stile. Ebbe inciò molti compagni, ma per diversimotivi; alcuni perchè troppo attac-cati alla maniera de’ loro maestri ,e uon sapendo essere imitatori, nonpotevano tosto abbandonare le con-suete pratiche; altri perchè ostina -vansi a credere, che i moderili fos-