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Tomo terzo.
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aveva in quell’ clà invasa la scuolaveneziana. Ma il Midolli acquistò,l»u elle dalle pregevoli opere dipittura , fama grandissima dal Li-bro intitolalo : Le Maraviglie dellaPittura Veneziana , contenente leVite accuratamente scritte de 1 mae-stri di quella illustre scuola, senzaimbrattarle con racconti da veglia-,le quali, se l autore non avesse intem-perantemente ostentata poetica erudi-zione, e latte avesse più accurate in-dagini cronologiche, potrebbero ser-vir d’ esemplare a chiunque intra-prende ad illustrare Je vile degliarti stì ; perocché vi si scorge esat-tezza di teorie , cliiaio e nitido lostile, evidenza nella descrizione dellegrandi composizioni . schiettezza dinarrazione. Alcuni hanno peraltrocredulo di scorgervi alcune inesat-tezze grammaticali , che fortunata-mente non vengono avveitite die daipedanti. Pare che il Midolli , seb-bene avuto in conto di buon arti-sta , ed onorato col titolo di cava-liere, non fosse troppo contento delsuo stato, perciocché, dando in linedel secondo volume della sua opeiale memorie della propria vita , siduole dell’ invidia degli emuli e del-l’ignoranza dei grandi signori. Morìin Venezia nel 1658.

R1DOLF1 ( Claulio) nacque aVerona di nobile ma povera làmi-glia, nel 1574. Credesi che studiassela pittura sotto Dai io Pozzi , poisotto Paolo Calliari ; e più che daquesti maestri trasse prolitto dallostiidio fatto sulle opere dello stessoPaolo, di Tiziano, e di Andrea Man-f e gna. Esercitò alcun tempo i’ artepatria, i n allora troppo ricca dirinomatissimi pittori, perchè potes-se! o avervi frequenti occasioni dilavoro i giovani artisti : onde passòa Roma ; e di là ad Urbino, doveebbe ospita);^ in casa di FedericoBaiocci. Ammogliatosi in Urbino ,andò ad abitare nello vicina terradi Corìnaldo. e fu molto adoperatolie vicini luoghi. Fossombrone, Con*

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tiano, Fabiano, Montenaldo, ec. pos*sedono pregevoli opere di questopittor veronese : altre possono ve-dersi in Urbino ed in Mimini, nellaprima delle quali citta conservatisila INatività di S. Giovanni Battistae la Presentazione della Veig'ue, enella seconda un bellissimo Depostodi Cioce. Lavoiò all’ ultimo ezian-dio per Padova , Venezia e Vero-na, dove le sue pitture sono in granpregio tenute; perocché, conservandole tinte della scuola patria, hannola castigatezza di disegno , la so-brietà di composizione, la dottrinadi costume e (mitezza , acquistaleda Claudio altiove, e elle non sem-pre si trovano in Paolo, e ne’suoiseguaci. Moli nel 1644.

M1DOLF1 (Bautolomeo) , archi-tetto, stuccatore, borivacircail 1650.Fra egli nato in Verona, dove ap-prese farle sua, e dove eseguì al-cuni lavori che lo fecero conoscerevalente maestro. Ebbe quindi moltecommissioni in diverse parti d’Ila-lia ; ed all’ ultimo, chiamato in Po-lonia, vi fu adoperalo assai e comeplastico e come architetto.

R1EDEL (Giovanni Antonio) ,nato a Praga nel 1752, cuopriva nel1797 la carica d’ispettore della gal-leria di Dresda. Dopo la morte disuo padre, seguita nel 1755, appli-cossi con buon successo ad incidereall'acqua forte, in sul fare di Rem-brandt, alcuni disegni tratti dai qua-dri della suddetta galleria, e ne fecequaranta all’incirca. Le più cono-sciute stampe sono

La Beata Vergine seduta in unpaesaggio, che dà da bevere al Bam-bino , dal Barocci.

1 sette Sacramenti, da GiuseppeMaria Crespi.

Ritratto di Rembrandt, da un di-pìnto del medesimo Rembrandt.

Ritiatto di una giovane elle stainfilando delle perle , da Rem-brandt cc.

—- (Antonio Elia), figlio edallievo di Giovanni, nacque in Dre-