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stia nel 1763, e si fece nome fra gliintagliatori tedeschi con molti ramidi piccole dimensioni , la maggiorparte de’ quali spettanti alla galle-ria di Dresda ; tra i quali
Una vecchia presso un chirurgo,che medica una piaga ad altra vec-chia vicina , da Brouwer.
Piccola testa di Cristo, da Anni-baie Caracci , ec.
RIETER (Enrico), nacque a Win-terhorur nel 1751. Perdette il pa-dre quando appeua usciva dalla fan-ciullezza, e da coloro che avevanocura della sua educazione fu consi-gliato a tirarsi avanti nello studiodelle belle arti. Passava poscia aNorimberga, dove cominciò a di-pingere ritratti , ma pnco dopo re-cavasi a Dresda presso il suo com-patriolto Antonio Graff, che amo-rosamente lo accolse. Vedendo iritratti di Antonio ed i quadri scel-tissimi di quella galleria , conobbeche assai lungo cammino restavaglia percorrere per giugnere alt’eccel-lenza dell’arte. Fecesi dunque astudiare 1^ opere di Rubens , vanDycU, Rembrandt; indi tentò qual-che copia di Claudio Lorcnese, Ber-gliene , Both ec. ; e sentendosi piùche a tutt’ altro inclinato al paesag-gio , a questo totalmente si consa-crò. Dopo cinque anni rivide laSvizzera e si stabilì in Dresda , etrovò in Aberli un vero amico, chemorendo gli lasciò il ricco suo traf-fico di stampe. Disegnò , dipinse ,intagliò , ed acquistò nome di va-lente artista. Le principali stampesono di sua invenzione, tranne il se-guente seguito che ò preso da na-tura da Aberli.
Cinque piccole vedute scelte perquelli che cominciano a disegnare,prese da natura da I. L. Aberli edincise da Rieter.
Veduta del castello di Spietzsullago di Theun.
Ultima cascata del Reichenbachnella valle di Oberhasli ee.
RIETSCIIOOT (Giovanni) nato
RI .
in Iloorn nel 1652 , fu allievo diAlberto Everdingen, ed uno dei mi-gliori pittori olandesi di marine.Erano le sue opere assai ricercate,e perchè soleva egli lodar molto lealtrui, fu caro a tutti gli artisti, econdusse tranquilla e felice vita. Fuegli stesso il maestro di suo figlio.
RIETSCIIOOF (Enrico), il qualegli era nato net 1678, e fu il suomigliore allievo, Enrico non soprav-visse che pochi anni al genitore ,morto nel 1719.
I\lG \UD (Giacinto), na eque inPerpignano nel 1653, e riuscì cosìvalente ritrattista, che fu chiamatoil wan-Dyck della Francia. Neilungo periodo della sua vita dipinsetutti i re suoi contemporanei e tuttii principi della reai casa di Fran-cia. I più illustri letterati ed arti-sti furono pure ritratti da Rigaud ,e lo stesso vecchio Le Brun voileavere il proprio. Volendo i suoiconcittadini ricompensare 1’ onoreche faceva alla patria colla sua virtù,
10 aggregarono alla patrizia nobiltà,e Luigi XV lo creò cavaliere diS. Michele, e lo pensionò. Fece an-cora pochi quadri storici, tutti de-gni della sua fama, ma non pertantolontaui dal merito de’ ritratti , sor-prendenti per la rassomiglianza, pervivacità di mosse e di colori, e per
11 prezioso finito di tutte le parti.Ad ogni modo gli si dà carico di nonessersi totalmente preservato dal ma-nierismo, di aver profusa soverchiaricchezza negli abiti con pregiudi-zio dell’oggetto principale e di nonaver data nobiltà, nò abbelliti glioriginali entro ai limiti permessidalla rassomiglianza : per il qualeultimo difetto, se pure può chia-marsi difetto , non era frequente-mente ricercato dalle signore, nè egli
si curava di ritrarle, sapendo esseredi troppo diflicile contentatura. Eradirettore della reale accademia d»pittura di Parigi quando morì inquesta capitale F anno 1713.
—— (Giovanni), nacque in Pa-