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zione. Fece iu Parma quella cap-pella del Duomo che doveva esseredipinta dal Mazzola, ed in Cremonala volta di S. Abbondio. Mori nelfiore della virilità 1’ anno 1577.
SAMARTINO ( Marco ), napo-titano, o come altri pensano, vene-to, fiori dopo la metà del diciasset-tesimo secolo. Deve costui annove-rarsi tra i migliori paesisti italianidell’ età sua per rispetto alla veritàche scorgesi ne’ suoi quadri , qua-lunque sia 1' oggetto rappresentato.Molto operò nella Romagna, e spe-cialmente in Rimini , dove vedesidi sua mano una tavola di grandifigure , cui serve di scena ridentecampagna di squisito gusto. Trovasiquesta in Duomo, e rappresenta ilBattesimo di Costantino ; ma percouto del paesaggio cede forse dibontà al S. Vincenzo che predicanel deserto, fatto per la sua chiesatitolare di Venezia. Le quadrerie diBologna, di Rimini, di Venezia pos-sedono paesi popolati di vaghissimefigurine , ne’ quali è maravigliosa1’ accortezza dell’ artista nel trovarebellissimi partiti di luce.
Pare ormai dimostrato che que-sto Samartino sia un solo indi-viduo con Marco Sammarchi ve-neziano , sebbene il Guarienti neabbia formati due.
SAMEL1NG (Reniamino) nato aGand circa il 1520 , fu allievo diFrane Flore , e riuscì valente ri-trattista, e ragionevole pittore d’i-storia. Alcuni suoi quadri vedonsinella chiesa di S. Giovanni di Gand.Non è nota l’epoca della sua morte.
SAMENGO (Ambrogio), geno-vese, nacque circa il 1630, e fu al-lievo in patria del celebre pittor digenere Giovan Andrea Ferrari: fecebellissimi quadri di fiori e di fruttache vengono apprezzali meglio chequelli del maestro, forse perchè es-sendo morto giovane di pestilenza,sono meno frequenti nelle quadrerie.
SANCI1EZ (Alfonso) , uno dei(re pittori che fecero i lodali freschi
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dell’ università d’Alcala d’HenareS,era nato circa il 1450. Nei primianni del sedicesimo secolo dipinge-va con altri cinque artisti il chio-stro della cattedrale di Toledo , enel 1508 lavorava ancora in quellacattedrale unitamente a GiacomoLopez ed a Luigi di Medina , perla quale ultima opera ebbero 71,750maravedis d’ oro.
SANCHEZ(ANDREA)nacquea Por-tino, nel territorio di Toledo circail 1550, ed essendosi acquistata moltariputazione di valente pittore , fudal commissario generale delle Mis-sioni di Terra Ferma condotto colàl’ anuo 1600, per dipingere gli al-tari di quelle chiese. Sanchez sod-disfece al desiderio di que’religiosi,e tornò in patria dopo alcuni anni,non pienamente soddisfatto di avercolà consumati molli anni senzaavere guadagnato assai.
—— (Clemente) dimorava nel1620 in Valladolid, dove per i Do-menicani d’A randa di Durerò, fecemolti quadri rappresentanti diversifatti della Vergine; e dipinse nellasagristia dello stesso convento unaSacra Famiglia.
— (Luigi), pittore che fiorivain Madrid nel 1611, erasi acquistatagrandissima celebrità per aver di-pinti alcuni quadri di piccole di-mensioni, fatti per certi oTatorj por-tatili , che di quei tempi erano inSpagna venuti di moda. Celebre èpure il disegno ch’egli fece per ilfrontespizio del libro intitolato :De la Veneration que se deve a lasl'eìiquias de los sanlos.
- (Don Manuele), stabilitosi
in Murcia in principio del diciot-tesimo secolo, vi era tenuto in gran-dissima considerazione , ed insegnòil disegno al celebre scultore Zar-cillo. Nel 1731 fece il ritratto delvenerabile Posadas, che trovasi nelconvento di S. Domenico, e diversiquadri per 1’ oratorio di S. FilippoNeri , e per private famiglie. Nonè nota F epoca della sua morte.