Band 
Tomo terzo.
Seite
307
JPEG-Download
 

SA

serva nelle stanze di Belvedere. Que-sto non incontrò l'approvazione diMichelangelo Bonarctti , cui parvetvoppo sminuzzalo dai risalti , daipiccoli membri, dalle piccole colon-ne e da tanti archi sopra archi ecornici sopra cornici.

Il Sant Gallo fu spedito dal papaper accomodare le differenze eh’ e-rano tra Terni e Rieti fino dall’o-rigine di que’ popoli per il lago diMarmora. Egli terminò la lite ta-gliando con grau difficoltà t fa-cendo sboccare il lago da quellaparte ov’ era il muro. Per il grancaldo e per i disagi si ammalò aTerni, e colà peri 1’ anno 1546. Ilcadavere fu trasportato a Roma, edaccompagnato da tutti i professoridel disegno, fu depositato a S- Pie-tro vicino alla cappella di papa Si-sto, ma ne fu levato l’epitaffio po-stovi in nome d’ Isabella Dela suaconsorte.

Suo fratello Antonio Battista Gob-bo. fu ancor esso buon architetto :assistè quasi sempre alle fabbrichedi Antonio ; fece molte note mar-ginali sopra Vitruvio : lo arricchìdi molte figure da lui stesso bendisegnale , e tradusse finalmente isuoi dieci libri dell’ architettura.Questa traduzione noti fu mai stam-pata, ed assicurano quanti l’hannoletta manoscritta, che è oscurissima.

SANTIAGO POLOMARES (d.Francesco X avemo di) celebre perla sua vasta erudizione e per il pro-fondo studio delle lingue dotte, de-siderò di farsi nome ancora nellapittura, e p ottenne con diversi ri-tratti di celebri personaggi spagnuo-b, e con molti bei paesaggi, tra iquali furono assai lodati quattroquadri all olio delle vedute di To-

e , Mml vecchio in Madridnel 1796.

SANTINI (il Seniore ed il Ju-nior*;), fiorivano in Arezzo nel di-ciassettesimo secolo , dove special-mente del primo si conservano va-rie belle tavole , tra le quali una

SA 507

S. Caterina ai Conventuali, che lodimas,rano uno de’ buoni allievidella scuola fiorentina. Più debolisono le opere del Junìore, che ve-dovi in alcune terre del territorioaretino , ma tutte per altro di lo-devole stile.

SANTISSIMO SACRAMENTO( Fra Giovanni del ) nato nel re-gno di Cordova circa il 1611, chia-ma vasi prima di farsi frate Giovan-ni de Guzmaan. Dopo i primi studjdi pittura falli a Cordova, passò aRoma, dove trascurò lo studio del-1’ antico e delle opere di Raffaello,per occuparsi, più che di tult’aìtro,della freschezza del colorito, di cuia quel tempo erano in Roma mae-stri alcuni bravi Fiamminghi. Ag-giunse allo studio del colorito quellodelle matematiche, dell’architetturae della prospettiva; e tornalo a Si-viglia nel 1634, mentre sperava disorprendere i dilettanti e gli artisticon alcuni quadri, ebbe lo sconfortodi vederli uuiversalmente biasimati.Non pertanto continuò a credersiassai valente pittore ed a dare so-verchia importanza a quanto eglifaceva, nè sapeva sopportare il pocointeressamento che il pubblico pren-deva per le sue pitture. Ebbe lasventura di prendere parte io unacongiura scoppiata in Siviglia nel1634; e non si sottrasse al rigoredella giustizia che facendosi fratecarmelitano. Terminate le prove delnoviziato , ebbe la licenza di ripi-gliare 1’ esercizio della pittura , epassò a Cordova, dove condusse varjquadri pel convento del suo ordi-ne, nei quali si Valse delle inven-zioni di Rubeus e di Van-Dych.Mori nel convento d’Aguilar , cheaveva pure abbellito colle sue pit-ture , 1’ anno 1680.

SANTO DOMINGO ( FrateVincenzo di), nacque circa il 1500,e fu in Toledo uno degli scolari delpittore Luigi Medina prima di farsifrate Gerolimino nel convento dellaRoja , dove nel 1540 ammaestrava