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Tomo terzo.
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ne' principi deila pittura FernaudesNavarrete, dello il Mudo, Forse laSpagna va debitrice a questo buonreligioso di così grande artista, peravergli egli consacrato l’ingegno ,e consigliati i suoi parenti a man-darlo in Italia per continuarvi glistudj pittorici. Tra le opere di SantoDomingo furono assai lodati i fre-schi a chiaroscuro del chiostro delsuo convento di Logromio, e di-versi quadri fatti pel convento diTalavera della Rema, nel quale egliterminò i suoi giorni circa il 1550.

SANTOS ( Giovanni), operavain Cadice nei 1662, dove godevaopinione di buon frescante. Colà di-pinse aH'acquarello la maggior par-te dei padiglioni e fiamme dei ga-leoni destinati a lunghi viaggi; male più riputate sue opere furono al-cuni gentili quadretti eseguiti perle galanti dame dell’Andalusia, neiquali si mostrò fecondo di grazioseinvenzioni.

SANZ DE LA L1IOZZA (Gia-como e Bernardo), nati di nobilefamiglia a Valenza, si consecraronoalla pittura di genere per semplicepassatempo, e non pertanto riusci-rono valenti artisti, di che ne fannotestimonianza alcuni bei quadri difiori e frutta donati all’ accademiadi quella città , da loro frequenta-ta, e largamenle sovvenuta di danaro.

SANZIO , O DI SANTI ( Gio-VANNI ) nacque in Urbino circa lametà del quindicesimo secolo, e fu,secondo comportavano i tempi, va-lente pittore, e primo maestro deliù grande pittore d’Italia Raffaelloanzio suo figlio. Conservausi iuUrbino di Giovanni Sanzio alcuneopere tenute carissime, per la me-moria della fanciullezza di Raffael-lo , il quale , secondo la comuneopinione, avrebbe nella sua tavoladello Sposalizio della Madonna, cheora conservasi nella reale Pinaco-teca di Brera, imitata una figura iniscorcio che il padre aveva dipintanel quadro del Martirio di S. Se-

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bastiauo, posto nella chiesa titolaredi questo Santo in Urbino. Nellachiesa di S. Bartolommeo vedesipure una sua tavola di S. Seba-stiano con alcuni divoti iu atto sup-plichevole, tolti dal vero. Altra pre-gevole opera colla sottoscrizione :Jo . Sanctis Urbi, cioè Urbinas, ve-devasi nella sagristia dei Conven-tuali di Sinigaglia, che si avvicinaalia maniera di Pietro Perugino. Perultimo un suo pregevole quadroconservasi nella reale Galleria diBrera , bastante a smentire la vol-gare opinione che Giovanni Sanziofosse un pittore assai debole. Man-dando suo figlio sotto al Perugino,confessò la superiorità di questogrand’uomo, che prima di Raffaelloaveva il primato tra i viventi pit-tori , ma occupava aucor esso unadistinta classe tra gii artisti. MorìGiovanili in principio del sedicesi-mo secolo.

SANZIO (Galeazzo), chiamaloin una carta genealogica della fa-miglia di Raffaello, egregium picto-rem, fu padre di tre pittori, Anto-nio , "Vincenzo e Giulio. FiorivaGaleazzo in sul declinare del quin-dicesimo secolo ; ed egli ed i suoifigli erano continuamente occupatinelle pitture delle porcellane.

— — (Battista di Piero), ancoresso annoverato tra i pittori dellafamiglia di Raffaello e coloritore diporcellane, credesi con fondamentonon appartenente alla famiglia raf-faellesca de’ Sauzj , ma ad altra,,comunque ancoc essa stabilita inUrbino.

- (Raffaello), nato in Ur-bino nel venerdì santo del 1483, éuniversalmente riguardato per ilpittore che fin ora ha posseduto ineccellente grado più parti dell’arte,e più d’ ogui altro moderno si ac-costò alla perfezione. 11 primo mae-stro fu Giovanni suo padre; sè nonde’ primi , non ultimo al certo deipittori del. quindicesimo secolo, co-me ne fanno testimonianza le p c_