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Tomo terzo.
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Commóò a lavorare da sé, gl' 'ven-nero Ira le mani alcune stampe delSadeler , colle quali si fece onore ,ed ebbe abbondanti commissioni ,senza cbe mai si sospettasse avereegli copiate le altrui invenzioni. Inun solo soggetto pare che riuscisselodevolmente sui proprj disegni, edera quello delle Concezioni. In Si-viglia ed a Vittoria , lasciò , oltrealcune Concezioni, un Presepio edun Calvario copiati da due stampedi Rubens , non conoscendosi disua invenzione che una Fuga inEgitto. Mori a Cordova l’anno 1669.

Saracino, o saraceni (Car-

EO) detto dalla patria Carlo Vene-ziano , nacque nel 1585 , e fu unodei più caldi Caravaggeschi e deipiù stravaganti cbe abbiano lavo-rato in Roma all’ olio ed a fresco.Eu per altro alquanto di piu apertocolorito che non il suo favoritoesemplare, e riccamente vesti le sueligure secondo il costume dei pit-to! i veneziani. 1 migliori suoi fre-schi sono quelli di una sala delQuirinale, ed i più studiati quadriad olio si credono il S. Bonone edun vescovo martire fatti pev lachiesa dell’Anima. Dopo essersi lun-gamente trattenuto in Roma, si re-stituì alla patria, dove poc o nullaha potuto operare , sorpreso dallamorte nella fresca età di quarantaami!.

SAUAZ1N (Giacomo) nato a Nu-voli circa il 1600, erasi di già ac-quistato nome di valente pittore ,quando cuusacvossi alla scultura ,nella quale professione fu per av-ventura più avvantaggiato che nel-1 altra, perocché eravi in Franciamaggior scarsezza di buoni scultoriche di valenti pittori. Infatti eglieseguì iu qualità di scultore diversecommissioni d’ importanza , ed ècollocato m una elevata classe tragli statuari dell’ età sua. Mori nel1665, essendo rettore dell’accade-mia di Parigi.

SARDI (Giuseppe), architetto ve-

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neziano di pessimo gusto , fece lafacciata di Santa Maria Zobenigo ,uella quale seppe riunire tutto ciòche costituisce il carattere del de-pravato gusto che regnava nel di-ciassettesimo secolo,

SARMIENTO ( donna Teresaduchessa di Bear di) viveva inMadrid circa il 1650. Molte chiesedì Spagna possedono divoli quadridì questa insigne pittrice, che seppedare alle sue opere la grazia e ladelicatezza propria del suo sesso econdizione. Il Palomino loda assaiuna sua testa di Nostra Signora delSoccorso dipinta sul vetro.

SART (Cornei, io del) nato inArlem nel 1665, fu il migliore al-lievo di Carlo Ostade, e seppe dareallo sue figure maggiore nobiltàche non faceva il maestro. Avevaegli costume di copiare le più sin-golari teste che vedeva Ira le per-sone di volgare condizione, bastan-dogli di averle attentamente osser-vate una sol volta pev disegnarlesomigliantissime. Di questi voltipresi dal naturale con qualche scel-ta, empì i suoi quadri di feste, digozzoviglie, di danze, di mercati esimili. Aveva Cprnelio gracile com-plessione , che non sostenne lungotempo le fatiche delia professione ,che lo perdette di 39 anni.

SARTI ( Antonio ) nato in Iesicirca il 1600, è poto per una bel’ntavola della Circoncisione, che sicouserva nella chiesa collegiata del,Masaccio , non trovandosi in pub-blico altra opero certa , come ronsi hanno migliori notizie intornoalla sua vita.

--(Ercole), detto il Muto di

Ficarolo, nacque nel 1593 in Fica*colo, terra del territorio Ferrarese,e fu ammaestrato nell’arte col. cen-ni da Ippolito Scarsellini. Conser-vansi una sua tavola nella sagristiadi S. Silvestro di Ferrara , e varjritratti nelle principali case dellastessa città. Nel Mantovano fecemolti lavori all'acquarello, che ri-