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Tomo terzo.
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fu prima scolaro del Bernasconi inMilano, dal quale apprese i principjdella pittura; poscia passò a Bolo-gna sotto Lorenzo Pasinelli. Chia-mato a Piacenza dal duca RanucciFarnese, vi condusse molte pittarein più maniere ; ma più che intuli’ altro genere si distinse nelrappresentare animali , che solevaritrarre dal vero. Morì in Milano1' anno 1701.

SCACCIANl (Camillo) di Pesa-ro, detto il Carbone,, fioriva ne’pri-mi anni del diciottesimo secolo.Quantunque conservi il fondo dellostile caraccesco, le sue opere hannoun certo qual sapore moderno, chepiega, direi quasi al manierato.La sua miglior opera pubblica è ilS. Andrea Avellino nel duomo diPesaro.

SCACCIATI (Andrea), fiorenti-no, nacque nel 1642. Fu prima pit-tore di storia, ma vedendo di nonessere dei migliori , fecesi a dipin-ger fiori, frutta, animali, ed in que-sto genere di lavori riuscì eccellen-tissimo. Molti suoi quadri passaronoin estere contrade ; e colà ed in pa-tria continuano ad essere tenuti ingrandissimo pregio. Morì ne’ primianni del diciottesimo secolo.

SCALA (Giovan Battista del-la) discendente dalla famosa schiat-ta degli Scala, signori di Verona ecosì splendidi principi. Aveva stu-diata (ondatamente l'architettura,e trovavas; in Padova l’anno 1631,quando quella città gli commise dierigere un magnifico arco trionfalein onore di Alvise Valeresso, ilquale mentre era colà capitano ,spiegò la più savia condotta in oc-casione della peste.

SCALABR1NI (Marc’Antonio),veronese , fioriva in patria circa il1565, dove lasciò due ragionevoliquadri in S. Zeno , rappresentantidue Storie evangeliche.

SCALABR1NO (lo), sieuese, fuscolaro del Sodoma e viene anno-verato qual uomo di molto ingegno

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per poetiche invenzioni. Sembra eh#più che a tult* altro si applicassealle pitture grottesche, alle qualibeu si confaceva la bizzarria delsuo ingegno. Pretendono alcuni chefosse pistojese, trovandosi in S. Fran-cesco fuori di porla Toscanella settetavole egregiamente dipinte collasottoscrizione : Scalabrinus Pisto-riensìs. Se questi è diverso dalloScalabrino senese, convien dire chefinora rimase ignoto un valente pit-tore.

SCALIGERO ( Bartolomeo ) ,nato in Padova in principio del di-ciassettesimo secolo , fu allievo delPadovanìno. Poche cose dipinse inpatria, molte in Venezia, dove tut-tora conservansi alcune belle tavoled’altare, tra le quali sono in granpregio tenute quelle della chiesa delCorpus Domini, Fu sua nipote

— (Lucia) creduta allieva ne-gli studj pittorici di Chiara Varo-tari, è lodata dal Boschini non me-no della maestra per diverse belleopere fatte in Venezia avanti il 1660,nella quale epoca era ancora giova-ne ; non sapendosi che in maturaetà abbia fatta veruna opera im-portante.

SCALVATI (Antonio), bologne-se , scolaro ed ajuto di TommasoLaurati, fu uno dei pittori che aitempi di Sisto V lavorarono nellabiblioteca vaticana. Diedesi in ap-presso a fare ritratti, e fu riputatouno de’ migliori che fossero m Ro-ma sotto Clemente Vili, Leone Sie Paolo V. Morì di 65 anni in prin-cipio del pontificatodi Gregorio SV.

SCALVO (Luca) fu uno deibuoni pittori cremonesi del XV se-colo , ed è comune opinione chefosse assai caro al marchese Fran-cesco Gonzaga, il quale amando diintrattenersi famigliarmente con lui,lo riteneva frequentemente in corte.

SCALZA (Ippolito) uno dei buo-ni scultori del secolo decimosesto .era nato in Orvieto, ed apprese gl*elementi della scultura in patria e