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recossi a Roma, dove riusci vaienteartista. Molte cose egli lece per lafamosa cattedrale iV Orvieto, e fupure autore di uu bellissimo grup-po rappresentante una Pietà, nelquale e per conto della composi-zione e della nobile espressione, co-me per conto dell’ esecuzione , simostrò non da meno de’ suoi mi-gliori contemporanei.
SCAMOZZI (Vincenzo), uacquein Vicenza l’anno 1552 da Gio-vandomenico, versato nelle cose del-1’ architetiura , ed autore di moltefabbriche, che insegnò a Vincenzoi principi dell’ arte. Giunto ai di-ciassette anni diede ai con li Oddiil disegno di un palazzo , che glifece grande onore. Allora però co-minciò a sentire che per distinguersinell’ arte , era necessario volgere isuoi studj agli edilìzi che in Vene-zia si edificavano dal Palladio edal Sausovino. Colà recavasi egli ,ed attentamente esaminale quelleopere, si accinse a sorpassare que-gli eccellenti arclaitetti. Prese pria*cipalmente di mira il Palladio , enon so il perchè , cominciò a par-larne cou poca stima.
Di ritorno in Vicenza volse isuoi studj a Vitruvio ed alla pro-spettiva con tal fervore e felicità ,che ne compose un Trattato divisoin dieci libri. Aveva allora 22 anni,ed aveva acquistato bastante creditoper essere scelto dai canonici dib. Salvadore, per aprire le lanterneella cupola della loro chiesa , laepta e senza tale operazione eramolto oscura. r
Dopo ciò passava a Roma, dove1 h '"'t? ma ' enfia t> c he sotto il ce*e Clavio , e disegnava con
f r ?? d . e , esattezza tutte le miglioria fiche dell’ antichità , e special-mente il Colosseo e le Terme An-lornue e Diocieziane eh’ egli pub-blico. Vedeva anche Napoli per os-servare tutte le antichità ; indi sistabiliva in Venezia, dov’ebbe im-portanti commissioni , quali furono
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tra 1 altre il. Deposito delie Doganealla Carità, il proseguimento dellalibreria di S. Marco cominciata dalSansovino, e per tacere di tutt’ al-tre, la Fortezza di Palma nel Fri u .li, di cui ebbe il piacere di fondarela prima pietra , in compagnia deigenerali veneti . l’anno 159S; lacontinuazione delle Procurale nuo-ve ; i palazzi Comari , sul canalgrande, Trissina, in Vicenza ec. ec.
Fece poi molti viaggi , per me-glio istruirsi, a Roma per la secon-da volta, in Francia, Lorena, Ger-mania ed Ungheria ; indi fecesi aterminare la sua grand’ opera Ideadell ’ architettura universale , che di-visa prima in dodici libri, riducevaa dieci, indi pubblicava ranno 1615con un frontispizio che promettevadieci libri , ma che in realtà uonerano e mai non furono più di sei,cioè tre primi della prima parte edil 6, 7 e 8 della seconda. Dice ilMilizia , quantunque poco parzialedi quest’autore, che il sesto libroiu cui tratta degli ordini d’ archi-tettura , è un capo d’ opera , e faben sentire che lo Scamozzi cono-sceva a fondo la sua professione.
Diede lo Scamozzi una delinea-zione della Villa Laurenziaua dìPlinio Secondo, traendolada quantone aveva scritto lo stesso Plinio inuna delle sue lettere.
Compose altresì un opuscolo in-torno ai famosi Scamilli impari diVitruvio , ma sgraziatamente, andòperduto insieme al trattato di Pro-spettiva.
Morì in patria quando appenaterminava 1’ edizione del Trattatod’ Architettura.
SCANNAVESI (Maurklio) natoa Ferrara nel 1655 , fu scolaro inBologna del Cignani , ed uno deipiù scrupolosi imitatori di quel suostile esatto e finito. Fu perciò nel-1’ operare naturalmente lento, e nonlasciava uscir quadro dal suo stu-dio che non avesse ricevuta 1’ ulti-ma pulitura. E ciò è tanto più sin*