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Tomo terzo.
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Viava alquanto dal primo stila, es-sendosi formato un carattere assaidiverso da quello del padre , chepur si piccava di essere un fedeleimitatore di Paolo. Lo Scarselliooebbe tinte bellissime, che si direb-bero u n lodevole composto del co-lorire veneziano e lombardo. Dotalodi vivacissima e fertile fantasia em-pie i suoi quadri d’ idee graziosee nuove , movendo le figure conspirito e coti leggiadria. Lavoromolto in patria , in Lombardia edin Romagna , ma non sempre coneguale bravura. Morì nel 1621 inetà di quasi 70 anni.

.SCAXZOL1 (Paolo Antonio)pìltor cremonese fioriva in patria«egli ultimi anni del quindicesimosecolo e ue’ primi del susseguente.Nei registri dell’ Amministrazionedella cattedrale di Cremona legge-si : 1483, 6 novembre. Mastro PaoloScazzala pittore ha ricevute lire 26,per aver dipinto uova m Raggiatoorologii turalii, per poter numerarein essa le ore , i segni delle qualierano cancellali per la vellutate.Una tavola di questo pittore rap-presentante Maria Vergine col Bam-biuo possedè presentemente il conteCarlo Visconti , ed altre pittureerano nella chiesa dì S. Abbondio,trovandosi scritto nel codice Pice-nardi -• Hoc opus j. f\ venerab. vir.l' r - Joannes ■ de Ckavroìbus 1475novembris domus S. Abbundii prò-fessus opus Pauli A/itomi de Sca-ccia.

, (Angelo) fu uno degl’ iti-gegueri architetti ascritti al colle

se

gio , che operava nel 1692.

SCflAGEN (Egidio) nacque ioAlctnaer nel 1616, e fu prima sco-laro del Rovestein , poi di PietroVerbeek. Non appena ebbe comin-ciato a dipingere da se, che abban-donò la patria ed i parenti, e dopolunghi viaggi in diversi luoghi dellaGermania, giunse in Polonia, dovefece il ritratto del re Stanislao, cherisvegliò la gelosia di Strobe! , or-

dinario pittore di quel sovrano. Pas"sava Egidio dopo alcun tempo itiFrancia, e lungamente si trattennein Parigi, incaricato dal signor lo-ry di copiare alcuni quadri di Ru-bens , ed i ritratti della sua famì-glia. Ma 1’ inquieto carattere diEgidio non gli permettendo stabiledimora in vernn luogo, recavasi ioInghilterra, dove fu adoperalo dal-l’ammiraglio Troibp net dipingereuna battaglia navale dietro le sueindicazioni. All’ultimo, ridottosi inpatria, fu nominato architetto e di-rettore delle pubbliche opere. Morivaricco ed onorato nel 1668.

SCHEDONE o SCH1DONE (R.ut-tolommeo) dì Modena, nacque cir-ca il 1570, e fu scolaro, se credia-mo al Malvasia , dei Caracci : maconvìea dire essersi più assai eser-citalo sulle opere de! Correggio edei Raffaelleschi, di cui esistevanonella sua patria preziosi originali ,che non sulle pitture dei Caracci ;perocché un misto di correggescoe di raffaellesco vedesi costantemen-te nelle pitture dello Schedone , eparticolarmente nelle prime , qualisono i freschi eseguiti nel palazzopubblico , a competenza di ErcoleAbati, nel 1604. Totalmente correg-gesco è poi quel S. Gemiuiano delDuomo, con un fanciullo da lui rav-vivato , che attenendosi al suo pa-storale , mostra di ringraziarlo. Ese lo Schedone avesse avuto migliorfondamento di disegno e maggiorpratica di prospettiva , nelle qualiparti mostrasi talvolta difettoso, po-chi o nessuno 1’ avrebbero superalonella perfetta imitazione dell’ Alle-gri e di Raffaello. Del resto le sueligure e nel carattere e nella mossasono leggiadre; fresco e vivace è ilcolorito, specialmente nelle opere afresco, e pieni di grazia e di venu-stà i volti giovanili. Fece pochissi-mi quadri storici di grandi dimen-sioni , quali sono i bellissimi del-F accademia di Parma e della Ma-donna di Loreto; ma compose molte