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Tomo terzo.
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celebre per essere slato uno delmaestri di Gaudenzio Ferrari, vie-ne da Paolo Lomazzo lodato comeuno de’ più valenti pittori di rabe-schi vissuti nell’ età sua. Fiorivalo Scotto in sul declinare del quin-dicesimo secolo: e per quanto pare,dovette essere abbastanza versatoancora nelle lettere e nella filosofia.

SCOTTO ( Felice ) , probabil-mente della famiglia di Stetano, la-vorò assai in Como in pubblico, e perprivate famiglie. Vario , espressivogiudizioso, ebbe più gentile disegnodi tutti i Milanesi suoi contempo-ranei , ed un più facile ed apertocolorire. Cousecvansi nella chiesadi Santa Croce diverse storie a fre-sco relativealla vita di S. Bernardino.

SCRIVANO (Pietro Luigi) fio-riva nella prima metà del sedicesi-ino secolo. Fu amioessso nell ordì-ne de’ cavalieri di Malta in princi-pio del secolo, ed in più occasionisi mostrò così valente architettomilitare, operando per l’illustre or-dine cui apparteneva, che l’impera-tore Carlo V, volendo erigere ilnuovo castello dell’Aquila, lo no-minò deputato commissario per talecostruzione. Fra quattro torrionichiuse le cortine grosse 24 piedi ecircondate da un fosso largo 70 eprofondo 40. Parve allora questocastello un prodigio di fortezza, edora è cosa di pocp momento ; per-chè non era ancora sorto il de Mar-chi a fissare un nuovo ordine did'/ es ® P r °porzionato ai nuovi mezzidi offesa, nè il nostro cavaliere diAlalia aveva letti i libri d’ archi-tettura di Leon Battista Alberti ,ne quali si addilauo preventiva-mente le idee ridotte a sistema dalde Marchi.

SCUTELLAR1 (Francesco) pit-tore cremonese operava nel 1540.Consei vasi una sua tavola nellach,esa di S. Pietro in Cremona ,rappresentante rincontro di 8. Gioa-chino con 8. Anna , e d il nomedell' artista vedcsi scritto in un vi-

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ghetto portato da una testuggine : -JFrancifCus Scultllarius feext.

- (Andrea) era nato in Via-dana , nou è noto in quale anno ,ma sappiamo che operava in Cre-mona nel 1586. Un suo quadre?rappresentante Maria Vergine An-nunziata dall’Angelo Gabriello con-servasi nella chiesa di S. Agata :e nella sagrestia della chiesa di S.Ilaria trovasi un’ Assunzione coiSanti Gio". Battista, Pietro e Fran-cesco d’Assisi, e la leggenda: An-dreas Sculellarius Vilalitntnsis fac.

SEBALD ( Giovanni ) , nato inBoemia circa la metà del quindice-simo secolo , erasi in patria acqui-stato nome di valente intagliatore epittore ; ma‘poeo curandosi dellagloria che gli veniva dall’eserciziodelle belle arti, le pospose alla pro-fessione di taverniere , perchè cre-duta più utile. Mori nel 1520.

SEBASTIANI (Lazzaro), vene-ziano, ed allievo del Carpazio, seb-bene vedesse introdotto il modernostile, non abbandonò giammai in-teramente 1’ antico. Le sue tavoleben potrebbero sostenere il parago-ne di quelle de’ più pregiati arti-sti dell’ età sua , se avesse saputodare più naturai colore alle carna-gioni, e maggiore tenerezza ai con-torni.

SEBASTIANO da Kovigno, ce- ,lebre maestro di tarsie , fioriva insul declinare del quindicesimo se-colo. e nel 1480 fece in compagniadi Fra Giovanni da “Verona suoconfratello gli armari ed i sedili delcoro di S. Elena io Isola a Vene-zia, dove, oltre le molte prospettive,in 34 sedili ritrassero altrettantecittà quali erano in quel tempo ;opera veramente maravigliosa , cuialtro non manca per essere anno-verala tra i capilavori della sculturache piùnobileepiù durevolemateria.

SEBETO (N), da Verona. Vero,similmente è questo un pittore in»,maginario ; e probabilmente Gior-gio Vasari che fu il primo a no-