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Tomo terzo.
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minarlo, cadde in errore, leggendonel Campagnola il nome di Sebe-tum , ossia Zevio , patria di altropittore^ che aveva dipinte in S. Gior-gio di Padova alcune Storie relativea S. Iacopo ed a S. Giovanui, cir-ca il 1577.

SECCANTE (Sebastiano) natoin Udine ne’ primi ami del sedi-cesimo secolo , fu allievo di Pom-ponio Amalteo e suo genero. Diquesto pittore si conservano iu Udi-ne due vasti quadri con ritratti dimolte persone ; come pure alcunetavole d’ altare , la migliore dellequali fu creduta quella del Reden-tore portante la croce con diversivaghi angioletti che tengono gli al-tri strumenti della passione. Le sueultime opere portano la data del1578. Suo fratello

— ( Giacomo ) applicossi allapittura iu età di cinquant’ annionde non fe maraviglia che si mo-strasse meno che mediocre pitto-re. Ebbe costui un figliuolo, cuiin grazia del fratello diede il no-me di

— ( Sebastiano ) chiamato iljuniore. Questi probabilmente edu-cato dallo zio , operò dal 1571 al1629 in compagnia di un altro Sec-cante di famiglia diversa dalla sua.È stato da tutti i biografi osserva-to, che, tranne il vecchio Sebastiano,veruno dei Seccanti usci dalla me-diocrità.

SECCHI (Giovanni Andrea). Diquesto pittore Cremonese che ope-rava nel 1535, viene ricordato dalloZaist un quadro rappresentante S.Girolamo iu atto di pregare innanziad un Crocifisso che altra volta esi-steva nella sagristia degli Agostinia-ni in Cremona. Yi si leggeva :Jo nnes Andreas Siccus Cremonen-tis a pingebat XXI mali MDXXXV.

— (MARTINO) probabilmenteappartenente alla ^famiglia di Gio.Andrea esercitava con lode l’ ar-chitettura in sul declinare del se-dicesimo secolo.

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- ( Gio. Battista ) dello

dalla patria il Caravaggio , ed an-che il Caravaggino , nacque iu suldeclinare del sedicesimo secolo , emolte pitture d’ importanza fece inMilano ed altrove. Conservasi tut-tavia a S. Pietro in Gessate , unasua opera certa, ed è un’ Epifaniaportante il suo nome e cognome.

SECCIIIARA ( Giulio ) nacquein Modena dopo la metà del sedi-cesimo secolo, e fu scolaro in Bolo-gna di Lodovico Caracci. Fu poialcun tempo in Roma, e tornato inpatria , fu chiamato alla corte diMantova, per la quale dipinse moli 1quadri , che andarono perduti nelsacco del 1650. Poche cose sonostconservate in Modena, tra le qualiun Transito della Beata Vergine ,appartenente al sotterraneo del duo-mo, che lo dimostra uno de’buon'Caraccesclii. Mori nel 1631.

SEEU ( Marino da ). Poche edincerte notizie ci rimangono di que-sto pittore, vissuto nell’età di Frane-Flore. Nato in Romerswalen , fo>- Imossi uno stile fàcile e delicato, in j

grazia del quale e della vivacità dd 1

colorito gli viene condonata qual-che trascuratezza di disegno. Lamaggior parte de’ suoi quadri tro-vansi a Middelbourg. '

SEGALA (Giovanni), veneziano,nacque l’anno 1663 , e fu scolarodello Zanclii e suo imitatore nellobuone parli senza averne adotta 16le difettose. Il suo miglior dipintoera il quadro della Concezione fall 6per la Carità di Venezia, nel qual®fece uso di fondi molto scuri, con-trapponendoli cosi spiritosi lumi ecoti tant’ arte disposti, che formanoun dolce incanto. Mori in patri*di 57 anni.

— (Francesco!, padovano. D|questo valente scultore in morto*ed in bronzi, che fioriva nel 156 J 'abbiamo scarse notizie , ma fori 11 ' |natamente si conoscono alcune s“ copere, che fanno testimonianza den-sità eccellenza nell' arte. Tra q llC ‘