SE
t ) t , per provvedere alla sussistenzapropria e della famiglia alcune suaopere e disegni a Giacomo Strada*Passava pòscia a Fontainebleau, doveterminò la sua gioì iosa carrieral’anno 1568 , da tutti stimalo ecompianto per la sua dottrina inarchitettura civile e militare.
Fu il Serlio anche intagliatore ,avendo incise in Bologna trenta por-te rustiche e venti dilicate, partein rame e parte in legno.
Ma più d’ogni altra cosa resero fa-moso il nome di Sebastiano Serlioì sette libri dell’Architettura e pro-spettiva , sei de’ quali furono pub-blicati da lui dal 1537 al 1550, e1’ ultimo dopo la sua morte inFrancfort. In questi aveva l’illu-stre autore raccolto tutto quanto in-torno a questa nobilissimi’arte scrisseVitruvio Pollione, e quanto potèegli raccogliere in appoggio delledottrine vilruviane ne’ frammentidegli antichi romani edifizj. Allaprima edizione tennero dietro di-verse altre, e non pertanto questainsigue opera difficilmente ora sitrova, ed è comunemente desideratada quanti professano l’architettura,specialmente a cagione del terzo li-bro, riguardato come il capo-lavorodell’ immortale autore, e superiorea quanto intorno allo stesso argo-mento fu prima e dopo di lui scrittoda altri maestri.
SERMEI (cavai,. Cesare),
nato
ni Orvieto cicca il 1516, passò gio-vane in Assisi , e presavi moglie,vi si trattenne finche visse. In que-sta città eci iri Perugia condusse d\-
v f', se 8 iaiK b°se opere a fresco edall olio, con grande feracità d’ideee con vigorose tinte , ma non coneguale bravura di disegno. Conser-vasi in Spello una sua tavola rap-presentante un miracolo del B. An-drea Caccioli, che è delle miglioricose della scuola romana a quei
tempi. Mori in Assisi di 84 anninel 1()00.
SERMOLEI. V. Franco.
SE 333
SERMONETA. V. Sieiolante da-
SERODINE (Giovanni), nato inAscona, terra della diocesi milane-se , dopo la metà del sedicesimosecolo, fu scolaro del Caravaggioe suo fedele imitatore. In Roma ,dove lavorò e morì giovane du-rante il pontificalo di Urbano Vili,conservasi a S. Lorenzo fuori dellemura un S. Giovanni decollato, cheforse è la sola opera certa che siconosca del Serodine.
SERRA (Cristoforo) di Cesena,fu scolaro del Guèrcino, ed è te-nuto uno de’buoni imitatori di cosivalente maestro. Fioriva in patria,dove lasciò alcune pregevoli opere,nel 1678.
—— (Michele! nacque in Cata-logna circa il 1653. Fuggì di ottoanni dalla casa paterna , perchè lamadre di lui era passala a terzenozze, e giunto a Marsiglia si ac-conciò con un pittore che lo am-maestrò ne’principj dell’arte sua;ma passali due anni lo abbando-nava per recarsi a Roma , e di làtornava di venti anni a Marsiglia.Ivi dipingeva per la chiesa deiDomenicani un S. Pietro Martire ,che gli procurò altre commissioniper chiese e per private famigliein tanta copia che a pena poteva atutte soddisfare. Un suo quadromandato all’ accademia di Parigi ,gli ottenne il tìtolo di pittore delre , c nobilissime commissioni daiprincipali signori, che lo resero inbreve tempo ricchissimo. Ma venutoil 1721, ed imperversando in Mar-siglia la peste , il benefico pittoredispensò tutte le acquistate ricchez-ze in sollievo degl’ infermi , altronon essendogli rimasto che la suavirtù , e la soddisfacente memoriadi aver giovato a’suoi simili. Nuoveopere e tra queste due vasti quadri,ne’ quali rappresentò la terribile ca-lamità, cui aveva presa tanta parte,accrebbero la sua gloria, senza ri-stabilire la sua fortuna. Mori inMarsiglia di 75 anni, nel 1728.