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SERVI (Costantino de’), fioren-lino, nato l’anno 1554, fu allievodi Sante Titi. Fu detto che facessequalche ragionevole ritratto, e cherecatosi in Germania, si esercitassenon tanto nella pittura quanto nel-l’incisione di pietre dure.
- ( Costantino de’ ) nato
in Firenze da cospicua famiglia1’ anno 1554, fu pittore, ingegnereed architetto , viaggiò per tuttal’Europa, e da tutte le corti sovra-ne ottenne dimostrazioni di stima.Fu dal Gran Sofi di Persia richie-sto al gran duca Cosimo II. Co-stantino rimase un anno alla cortedi quel principe , che lo rimandòmagnificamente regalato. In Firenzeebbe la carica di sopraiuteudente ditutta la maestranza de’lavori dellaGalleria e della magnifica cappelladi S. Lorenzo. Chiamato in Inghil-terra, fu dal principe di Galles no-minato sopraiutendente di diversefabbriche e macchine coll’ annuaprovvisione di 800 lire. Fu dalGranduca mandato in Olanda alservizio degli stati generali, che ri-masero soddisfattissimi di lui. Dopoquesti ed altri viaggi in più partia Europa, rivedeva la patria, dovecessò di vivere in età di 68 annimentre trovavasi al servizio di quelGran Duca in qualità di Vicariodi Lucignano.
SERVANDONI (Niccola), fio-reniino, nato nel 1695 esercitò ingioventù la pittura, ed i suoi qua-dri di paesaggi con ruine davanograndi speranze. Ma voltosi all’ar-chitettura, la studiò principalmentenegli antichi avanzi di Roma. Sta-va per dichiararsi architetto, quan-do, strascinato dal piacere di viag -giare, approdò in Portogallo, e colàdipinse le scene per 1’ opera italia-na, ed i progetti per alcune feste.Il successo superò l'aspettazione, edebbe in premio 1’ ordine di Cristo.Allora il cavai. Servandoni è chia-mato a diverse corti per architet-tare e dirigere feste. Si presenta
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all’accademia di Francia come pii”tore paesista con un bel quadroed è ricevuto con applauso. È di-chiarato architetto del re, e dà spet-tacoli che sorprendono e semprenuovi. È chiamato in Inghilterra nel1749 per una strepitosa macchio*da fuoco che costò centomila gh'-nee diresse le magnifiche feste ioVienna per le nozze di Giuseppe Ucoll’ infanta di Parma ; diede alduca di Wirtemberga magnifici spet-tacoli bastanti ad assorbire i tesoridi un piccolo sovrano. Tornato *
Parigi per pubbliche feste. c |
siamo anche troppo inlraltenutiinezie. In Parigi eresse la facciatadi S. Sulpizio, la porta della casadell’ Enfant Jesus , la grandiosascala dell’Albergo d’Auvergne, J*Rotonda in forma di antico temp>°per il maresciallo di Richelieu , l®Casa di Delizie a Baiaine a brevedistanza da Parigi , la chiesa par-rocchiale di Coulange in Borgogna»il grande altare dei Certosini ,uLioue ecc. ecc.
Servandoni si ammogliò in Lon-dra e mori a Parigi nel 1766 ’compianto, perchè uomo generoso»che lavorava per la gloria più cheper il guadagno. 11 suo stile in ar-chitettura fu graude, come furo'' 0grandi le occasioni di lavoro e lesue prodigalità. ..
SESTO (Cesare da), proba» 1 ''mente scolaro di Leonardo da V>°'ri, sebbene dal Vasari e da P»°Lomazzo non venga annoverato >'i suoi allievi : lasciò Milano ,patria, già fatto pittore, e recava*a Roma , dove contrasse amie 1 ®'con Rafiaello, dal quale fu stim 8 ^assai. Raccontasi anzi, che un g' 0no gli dicesse, parergli cosa straM ^che pure essendo tanto amici, ° epittura non si portassero punto -,spetto. Dipinse Cesare con Baisarre Peruzzi nella Rocca d’Os 1 ' ,je stando al Vasari, parrebbe eh‘pittore milanese si portasse roe ° 5(0del senese. Diverse opere di q ue