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Tomo terzo.
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grand’ uomo conservansi iti Milano,nè tutte di uno stile. Un quadrodi prima maniera , che conservasiall’Ambrosiana è tutto lionardesco;ma una sacra famiglia nella realepinacoteca di Brera ricorda viva-mente la maniera di Raffaello. Bel-lissimo è pure il Battesimo del Re-dentore , con figure quasi grandial vero , che conservasi come cosaveramente preziosa , nel palazzoScotti, alla quale opera aggiungonopregio il paese e diverse qualità diuccelli, di erbe e fiori freschissimidipintivi dal Bernazzano. Si citapure una sua Erodiade , il di cuivolto sembra copiato dalla Forna-riua di Raffaello ; come dalla Di-sputa del Sacramento dello stessoaveva Cesare prese alcune dellefigure che si ammirano nella cele-bre sua tavola di S. Rocco. Devosoggiugnere per amore dì venta ,che non' tutte le opere di Cesaresono dello stesso merito , né tuttevedonst condotte colla medesimadiligenza. Alcuni supposero chequesto grande artista appartenessealla famiglia Magni , e che sianodi sua mano usciti alcuni santi di-pinti a fresco su quattro pilastridella chiesa della Madonna di Sa-'ouno, sotto ai quali leggesi Cesar -

Maguus 1. 1535. Ma oltre che que- poi a Fist i freschi non corrispondono al- 1’ opera1 alta opinione che abbiamo a ra- 1 1

gione di Cesare da Sesto; pare in-dubitato che questi morisse nel 1524.

SETTI ( Cecchino ), modenese,boriva circa il 1495. Se le sue ta-vole corrispondevano in merito acerti Iregi <\’aliare di ottimo gusto,conservatisi fino ai presenti tempi,deve essere annoverato tra i buonipillo,» che onorarono la scuola mo-denese avanti il 1500.

. (Èrcole de’), nato iti Mo-dena crea ,1 1530 . fu tale, chequando tuli, i suoi compatrioti',cercavi,up, dietro l’esempio del Pel-legrino, di mostrarsi raffaelleschi,egli tenne una diversa strada; pte-

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feri il grande al leggiadro, e l'« di-ligente ricercatore del nudo, spiri-toso nelle masse, forte nel colorito.Può vedersi iti Modena qualchesua tavola di altare colla sottoscri-zione : Hercules Scptimius. Operavaancora nel 1589.

SETTIMIO, architetto Romano,pubblicò due volumi intorno al-1’ architettura , de’ c[uali fece me-moria Vitruvio Pollione nel proe-mio del settimo libro.

SCUTER (Giovanni Goffredo)nacque in Augusta nel 1718. Ri-masto orfano in fanciullezza, trovònel padrigno Gio. Scuter o Sauter,chi fece con lui le veci di padre edi precettore. Poi eh’ ebbe appresigli elementi del disegno e dell’ in-taglio , recossi a Norimberga , ovesi pose sotto la direzione di Gior-gio Martino Preisler, intagliatore abulino. Dopo due anni di studioe di pratica , fu spedito a Firenzeal marchese Gerini che faceva in-cidere la sua celebre, ora dispersa.Galleria di quadri. Poi ch’ebbe in-tagliati alcuni rami abbastanza lo-devolmente, passò a Roma per con-tinuarvi'i suoi studj. Di là recavasia Venezia, e vi rimase alcun tempo,intagliando sotto la direzione delcelebre Giuseppe Wanger. TornatoFirenze, fece alcuni rami perdi Stosch. AH’ ultimo ri-vedeva la patria, e continuò a pub-blicare lodevoli stampe , dovunquetenute in pregio dai veri conoscitori.

Soggiungo un breve elencodelle sue stampe.

Ritratto di Giorgio Filippo Ru-gendas.

Simile di Giovauni Kupelzky.

Una Sacra Famiglia, da Andreadel Sarto.

Gesù in casa di Maria e di Mad-dalena , da Leonardo da Vinci.

Gesù Cristo alle Nozze di CaunaGallilea, da Paolo Veronese.

La Sacra Famiglia, servila dagli