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Tomo terzo.
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Iva sua pregevole opera è la Coiti-muntone degli Apostoli , dipinta inpatria nella chiesa del Gesit, dovesi trova una grazia, una bellezza,un tingere che tira al moderno.Non debbo ad ogni modo dissimu-lare, che il suo disegno viene acca-gionato di secchezza. Morì in patrianel 1521. Nipote di Luca fu

SIGNORELLl (Francesco) natoavanti il 1500. Di questo artista, di-menticato da Giorgio Vasari, con-servatisi nella sala del 'Consiglio ,in Cortona , le immagini dei Santiprotettori della città dipinti assai lo-devolmente Fauno 1520. Mori dopoil 1560.

SIGNORINI (Alessandro), pit-tore ornatista cremonese, mancò al-l’arte in patria l’anno 1822 nellafresca età di 50 anni, lasciando indiverse case di Cremona alcuni di-pinti ,, che faranno ancora per pa-vecchi anni testimoniat lza del &uomerito, perocché fu dato a pochis-simi, come a Giovanni da Udine,di acquistare l’immortalità con pit-ture di ornato. Queste perisconocolle muraglie che ornano per unoo due secoli al più , e quando ègià perduta la memoria del pitto-re. Giovani valorosi, che vi sieteposti in su la via della pittura, seamore di gloria vi chiama a profes-sare quest’ arte nobilissima, nonprendete a trattare 1‘ ornato, chequale accessorio delle composizionistoriche. Se poi siete allettati dal gua-dagno , troverete in quest’ultimogenere dirittura più occasioni di la.

vero e più facili > c he in ogni altraclasse. °

(Guido ), bolognese, eracugino di Guido Reni, ed uno deimediocri allievi de l] a scuola ca-laccesca. Mori in patria circa il 1650.Suo nipote , ancor esso chiamato(Guido) il movane, nac-que mo li anni dopo di lui, e fusuo erede. Allorché mancò di vitalo zio, era ancora fanciullo, manon pertanto cominciava ad istruirlo

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negli elementi della pittura. Fu inappresso ricevuto nella scuola delCignanì, ma trovandosi bastante-mente provveduto di beni di for-tuna ereditati dal padre e dallo zio»poco attese all’arte, e non ottennedi essere annoverato tra ì buoniallievi cignaneschi.

S1LANIQNE, architetto, che fiorìnell’Olimpiade CXIV , scrisse i pre-cetti delle proporzioni, ed un altroSiimi ione , chiamato il pazzo, eser-citò la' scultura nella stessa epoca.Fu quest’artista tanto intemperante-mente bramoso di giugnere alla per-fezione dell’arte, che infranse al-cune sue statue, credute da lui lon-tane da quel grado di bellezza . cuiaspirava , onde gli venne il sopran-nome di pazzo. Furono sottratte alsuo furore le statue di Saffo, e diCorinna, l’ultima delle quali inbronzo. Troviamo pure ricordata daPlutarco la sua statua rappresentanteGiocasi» moribonda.

S1LOD (Diego), nativo di Tole-do , deve riguardarsi , unitamenteal Cobarubias , per il ristauratcredella buona architettura nelle Spa-gne. Architettò la cattedrale e l’Al-cazar dì Granata , e nella istessacittà il monistero con la chiesa diS. Girolamo, la di cui cappellamaggiore è una delle più stimatedi Spagna. Si attribuisce pure aSiJod T Ospedai regio ed altri edi-lizi. Si dice che Sìlod e Cobaru-bias facevano costar cari i loro edi-fizj col troppo caricarli di scultu-re, credendo che la ricchezza e labellezza fossero la stessa cosa. Ope-rava negli ultimi anni del quindi-cesimo secolo e ne’ primi del sus-seguente.

SILVA BAZAN deSARMIENTO( Donna Marianna ), duchessa diIluescar e d’Arco, era nel 1766 di-rettrice onoraria della reale accade-mia di S. Fernando in Madrid.Così segnalata distinzione le fu ac-cordata in vista di diversi quadri edisegni di sua mano, superiori in