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lì prima di lui. Contribuì ad accre-scergli fama Rubens, valendosi dilui per dipingere ne’ suoi quadrifrutta ed animali. Aveva Sneydersrappresentata in un quadro la cac-cia del cervo. Lo vide Filippo IIIre di Spagna, e gli commise moltiquadri di cacce e di battaglie. L’ ar-ciduca Alberto governatore de’ Pae-si Bassi lo nominava suo primo pit-tore , ma egli ami) sempre il sog-giorno d’ Anversa , e non si tratten-ne in Brusselles che il tempo neces-sario per ridurre a fine alcune gran-di composizioni ordinategli dall’ar-ciduca. Ebbe Sneyders un torcofranco e leggero , varietà d’ idee ,sorprendente e vivace colorilo. Ol-tre le cacce d’animali e fiori e frulla,dipinse cucine coi loro utensigli, sto-viglie d’ ogni maniera , sempre esat-tamente imitando la natura. Ognisuo quadro sorprende, e ci sforzaad ammirare la verità degli ogget-ti rappresentati, 1’ espressione e va-rietà somma con cui seppe rappre-sentare. la seta secondo le diversitàdelle stoffe, il pelo, la lana, ]qpenne, ec. Allorché i suoi quadririchiedevano le umane figure al-quanto grandi, sì valeva dell’ operadi Bubens, al quale faceva in con-Jfaccambio gli sfondi dei quadri.Trovansi nell’ arcivescovado di Bru-ges quattro vasti quadri rappresen-tanti i quattro elementi , le di cuifigure grandi al naturale apparten-gono a Rubens. Poche sue operetrovansi in private quadrerie, aven-do quasi sempre lavoralo per realipalazzi. Pubblicò un libro di ani-mali intagliati da lui con molto spi-,lto ed esattezza, che gli assicuròun distinto posto tra gl’inlagliatoridi genere,ed è tuttavia il suo librotenuto in gran pregio. Morì'in An-versa in età di 70 anni, nel 1649.
SODER1NI (Macho), fiorentino,scolaro di Gian Giuseppe del Sole,fiori nella prima mela del diciotle-simo secolo. Disegnatore risoluto ecorretto , cercando di dare ai suoi
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dipinti soverchia vaghezza , sì avvi-cinò talvolta al manierismo. 11 qua-dro del Fanciullo ravvivato da S.Cenobi, in S. Stefano di Firen-ze, è forse la sua miglior opera.Operava nel 1750.
SODOMA (Giomo o Girolamo),
senese, fu uuo dei pochi valenti al-lievi del cavai. Razzi detto il Sodo-ma. Dava speranza di riuscire va-gente pittore, quando fu sorpresoda repentina morte allorché, da po-co uscito dalla scuola di quel va-lente maestro, non aveva condottoche due o tre quadri di piccole di-mensioni.
SOENS (Giovanni) allievo diEgidio Mostraert, nacque a Bois-le-Duc circa il 1563. Appena la-scialo il maestro, si fece in palliavantaggiosamente conoscere con al-cuni paesi diligeutissimamente fini-ti , e forse più finiti che non si con-viene alla natura dell’arte. Non pa-go di divìdere col maestro la glo-ria di valente paesista , andò a Ro-ma dove si lece conoscere con al-cuni quadri di piccole dimensionisul rame, eh’ ebbe la fortuna di ven-dere ad alto prezzo. Fu quindi chia-malo a dipingere a fresco nel pa-lazzo pontificio varj paesaggi neifregi di una sala , onde passò a Par-ma ai servigi di quel duca , dovesi crede che terminasse i giorni ne’primi anni del diciassettesimo se-colo.
SOGGI (Niccolò), fiorentino, cre-duto allievo di Pietro Perugino, ve-dendo che Firenze ridondava dibuoni pittori, si ridusse in Arezzo,dove non .gli mancarono commissio-ni. Fra le migliori opere colà ese-guite contasi ii Presepio dipinto allaMadonna delle Lagrime , pittura stu-diala assai e con lodevole diligenzafinita, ma non animata da quel ge-nio pittorico che solo ispira la vitae l’immortalità alle produzioni del-le belle arti. Dicesi essere il Soggimorto assai vecchio sotto il ponti-ficato di Giulio 111.