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Tomo terzo.
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ra, ed il Lanzi sospetta, nou senzafondamento, che questo Veruzio siaun nome fittizio o totalmente travi-sato dal biografo aretino.

SPERANZA (Giovanbattista),nato in Roma circa il 1600, fu sco-laro in patria dell’ Albano, ed unodei migliori frescanti che abbia avutoRoma nel diciassettesimo secolo. ASant’Agostino, a S. Lorenzo in Lu-cina ed altrove dipinse bellissimestorie tratte dalle divine scritture odalla storia ecclesiastica, merce del-le quali distinguesi vantaggiosamen-te dalla folla degli Zuccarcsclli. Mo-ri giovane nel 1640.

SPERLINGH (Girolamo) nac-que in Augusta nel 1693; appresei principi del disegno e dell’inta-taglio a bulino da Kraus e da Prey-sler in Norimberga, e sposò Cate-rina Heckel che si fece nome nellaminiatura e nell’ iutaglio. Girolamoviene annoverato tra gl’ intagliatoritedeschi avendo a castigato disegnounito delicatissimo bulino, e fu piùche in tutt’ altro eccellente nelleincisioni di architettura. Alcunebelle stampe di questo artista tro-vansi nella Bible pnisique de Sclion-chzer, oltre le seguenti:

Medaglione di Guglielmo V. ducadi Baviera sostenuto in aria da dueAngioli.

Allegoria sui dodici mesi dell’ an-no, con un frontespizio emblemati-co sui ritratti del papa, e dell’elettoredi Colonia, 13 fogli ciascuno condue iscrizioni in sei versi latini.

Gran fuoco d’ artiglieria eseguitoin Torino nel 1742.

SPEZZINI ( Francesco ), geno-vese , nacque circa il 1750 , e fuscolaro di Luca Cambusi, poscia diGiovan Battista Castelli al qualeultimo s’ accosta nelle sue giovanilipitture. Ma e da questo e dal Cam-biaso si andò sempre più allonta-nando mercè lo studio fatto in Ro-ma, indi in Mantova sulle opere diRaffaello e di Giulio Romano. Lepitture eh’ egli condusse iu Genova

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nelle chiese della Vergine e di S.Colombano l’anno 1578, mostranoquanto poteva sperarsi da così va-lente artista , se avesse avuta piùlunga vita.

SP1ERRE ( Francesco ), nato aNancy nel 1643, si esercitò egual-mente nella pittura e nell’intaglio.Riferirò ciò che scrisse di lui ilsignor Watelet. .< Quando seguì la•• maniera di Bloemaert e di Poilly“ la sua incisione non era inferiore« alle più belle opere di questi due>< artisti , e forse meritava la pre-•< fetenza : ma i due maestri ave-« vano una sola maniera, e Spierre•< cambiava la sua a piacere. Inta-•< gliò d’ un sol taglio con una pie-« ghevolezza singolare , e con ungusto totalmente diverso da quellox di Melian. V* hanno pochi inta-x gliatori che al par di lui variasserox le loro maniere; e forse per que-x sto rispetto nessuno gli può es-x sere paragonato. Talvolta la suax incisione appartiene al genere piùx serio e grave ; tal’ altra è fina e« faceta. Seppe egli alcuna volta« dare al bulino uno spirilo qualex appena può darlo l’acqua forte x.Rispetto alla sua maniera di dipin-gere, è comune opinione che si ac-costasse a quella di Pietro da Cor-tona. Morì iu Marsiglia l’anno 1681.

Sue più rinomate stampe.

Ritratto del conte Lorenzo daMarsciano, dipinto ed inciso da lui.

Simile d’ Innocenzo XI.

Marte e Minerva che presiedonoalla coltivazione delle rose, intornoalla quale sono occupate Ire Ninfe.Allegoria sulle facoltà dell’anima,di sua invenzione.

La Santissima Vergine, mezzafigura, che dà il latte al divitt figlio,il quale prende delle fruita da 8.Giovanniuo. dal Correggio. Stampaveramente maravigliosa.

S. Michele che combatte col Ria'go , da Pietro da Cortona.