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Tomo terzo.
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molti rami pei - la gallina di Brtis-selles, ed altre opere incise da di-versi maestri.

Eccone un breve indice .

U Sogno di Michelangelo, da Mi-chelangelo.

Due soldati che giuocauo alle car-te, da Manfredi.

La Sacra Famiglia, ove il pic-colo S. Giovanni offre dei fiori albambino Gesù, da Tiziano.

Sileno ubbriaco sostenuto da dueSatiri e dalle Baccanti, da' vanDych,

Amore che forma un arco dellaclava di Ercole, e calpesta con ipiedi i libri, da Ant. Correggio.

Il Ratto di Ganimede, dal mede-simo.

11 Portico della Galleria dei qua-dri di Brusselles, conosciuto sottoil nome di Gabinetto di Tenieis.

L’ avaro e la sua moglie occupa-li a contar danaro, da Teniers.

STEEN (Giovanni) nacque in Lei-den nel 1636 , e fu allievo di vanGoyeu e suo genero. Sebbene for-nito di grandissimo ingegno, temettela concorrenza dei molti artistiond’ era ricca la sua patria , e du-bitando di uou guadagnare coll’artedi che vivere , esercitò eziandio laprofessione di taverniere , abituan-dosi a bere oltre misura. A dispettodi ciò, di quando in quando colo-riva qualche quadro : ed è vera-mente cosa maravigliosa, che potesseancora farli così belli , e che ven-dendoli , come faceva , a carissimoprezzo, non abbandonasse l’abiettaprofessione di taverniere per consa-crarsi interamente alla pittura. Einutile il dire, che i favoriti argo-menti de’ suoi quadri sono adunan-ze di bevitori ; sebbene abbia qual-che rarissima volta trattato ancoraalcun fatto storico con nobiltà edottrina. Ebbe corretto disegoo, ma'non sempre egualmente buono ilcolorito. Mori di 55 anni nel 1689.STEENE ( Pietro, Amelio ed

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Egidio di), fra tanti reiigiosiclietieldodicesimo e tredicesimo secolo siapplicarono all’ architettura , i piòintelligenti, dice Francesco Milizia,furono alcuni abati Cisterciensi, chesi occuparono iu Fiandra della fab-brica della chiesa e del monisterodi Dunes. Pietro VII abate del luo-go, pose il primo la mano a quel-l’opera, colia sola mira in princi-pio di riparare gli antichi edifizj.cdi fare alcuni acquidotti e cavi ne-cessari per la comodità dell’abita-zione. Ma non trovando tali ripa-razioni sufficienti, ne intraprese nel121 t l’intera riedificazione. 1 suoisuccessori Amelio, Egidio di Steeue Salomone di Gand proseguironol’incominciato lavoro. Ma Niccoladi Belle sorpassò tutti nella cogni-zione e nell’amore per 1’ architet-tura e per la grandezza degli edi-fizj eh’ egli eresse durante il suolungo governo di vent’ anni. Lam-berto di Retile continuò i lavori ,che furono felicemente terminati daFederico nel 1262.

STEENWICK ( Enrico ) nato aSteenwick l’anno 1550 , e mortonel 1603 , studiò profondamentel’architettura e la prospettiva, e glieffetti del chiaroscuro. Amò di rap-presentare soggetti notturni più chealtro ; rompendone 1’ oscurità confuochi qua e là sparsi , dai qualiricavar sapeva maravigliosi citelli.Finitissimi sono i suoi quadri , etalvolta vengono confusi con quellidel suo tiglio ed allievo.

- (Enrico) il giovane , il quale

nato essendo nel 1589 , ebbe lafortuna di essere conosciuto da vanDyck, che lo fece dal re d’Inghil-terra chiamare alla sua corte. Colàil giovane Steenwick abbandonò lacupa maniera del dipingere appresadal padre , e d’ ordinario ritrasse1’ interno delle chiese e delle case.Van Dyck più volte si valse di luiper dipingere architetture negli sfon-di de’suoi ritratti; ed irs particolarelo adoperò nel 1637 perfine ritraili