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Veduta di Dcblcn nella Sassonia,da Wagner.
Monumento funebre ilei re Cri-stiano VI eseguito in marmo daWiedevelt.
SULIVAN (Luca) nato nell’ Ir-landa circa il 1709 fioriva in Lon-dra nel 1750. Aveva appresi sottoTommaso Major il disegno e 1’ in-taglio , ed imparò da sè la minia-tura. Fu eccellente nell’incidere ilpaesaggio ; ma essendosi sgraziata-mente abbandonato al libertinag-gio abbreviò - i suoi giorni, essendomorto nel fiore della virilità.
Tra le sue stampesono conosciutissime
La Madre di Mosò che presentail suo figliuolo alla figlia di Farao-ne , da Stogart.
S. Paolo dinanzi a Felice.
La Tentazione di S. Antonio, daTcniers.
Seguito di sei vedute di signoriliville.
SUMANN . o SCIIOUMANN( Gio. Giorgio ) nacque in Dresdanel 1771, apprese i principi del di-segno nell’ accademia elettorale, eda dipingere il paesaggio ed inta-gliarlo all’ acqua forte nella scuoladi Klengel. In occasione d’un viag-gio a Londra contrasse domesti-chezza con Wilhelm Byrne , colquale intagliò in società molti rami.Altri ne aveva già pubblicati inDresda sotto F ispezione del mae-stro Klengel.
Indice di alcune sue acqueforti.
Paesaggio rappresentante una con-trada della Sassonia , da Klengel.
Due paesaggi sparsi di bestiami,dallo stesso.
Paese selvaggio d’Italia, con treasini carichi, preceduti da un ca-vallo da Soma.
Veduta del castello di Vindsorin un’ altezza , ed a basso il suoparco.
SDPEP.QUI (N.) intagliatore,
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secondo Basan, italiano, che-nel1783 dimorava in Parigi avendo intale anno colà pubblicali i ritratti del-l’imperatore Giuseppe II e del gran-duca di Toscana Leopoldo suo fra-tello, figure in piedi, tratte da unastampa in grande fatta in Doma, daun quadro di Pompeo llattoni.
SUPPA (Andrea), di Messina,nacque 1’ anno 1G28 , e fu scolaroin patria di Bartolomeo Tri coni,se non perfetto pittore , seguace delbuon stile della scuola caraccesca,ed eccellente ritrattista. Perciò An-drea , posto da principio in su labuona via, ha potuto approfittareoltre ogni credere nello studio fattopoi in Roma sui grandi esemplari,e specialmente sulle opere di Raf-faello e di Annibaie Caracci. Nonso se per desiderio di giugnere apiù alto grado di perfezione, o seper naturale inclinazione, si mo-strasse di cosi difficile contentaturade’ suoi dipinti , da voler finitaogni piti piccola parte forse oltre ildovere e con pregiudizio delle par-li pili importanti. Certa cosa è,clic di ciò gli fu da taluni fatto ca-rico , sebbene ai più sottili conosci-tori non permettano d’ avvedersi diun diffetto, che in quasi tutti i mi-gliori maestri del diciassettesimo se-colo servirebbe a coreggere il contra-rio difetto, Je leggiadre idee deisuoi volti, le belle e semplici atti-tudini e la nobiltà dell’espressione.Alcuni dipinti eseguiti in Roma , lofecero annoverare tra i buoni mae-stri, onde appena tornato in patria,non gli mancarono occasioni di farconoscere la sua virtù. Sgraziatamen-te delle molte sue pitture all’ olio e<>a fresco , non poche furono distruttedal tremuoto che sobhissò tanta par-te di cosi bella e ricca città. Alaquando non si fosse conservata chela Santa Scolastica alle Suore iu S.Paolo. questa sola basterebbe afarlo annoverare tra i più insignipittori della Sicilia. Mori nel 1G7Inell’ancor fresca età di 41 anni.