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gliò molti ritratti, fra i quali è sti-matissimo quello del margravio diAnspach, Pubblicò pure la Corted’Algeri, dove si ritrasse egli stes-so come schiavo. Morì iu Augustaranno 1735.
Soggiungo alcuni de' tuoi ritraiti.
Nieremberger Niccolò ministrodella chiesa di Batisbona.
Gio. Giorgio Biittner pastore del-la chiesa di Augusta.
Gotofredo Amman patrizio au-gustano.
Adriauo Steger borgomastro diLipsia.
Carlo VI imperatore de’ Romanialla maniera aera.
WOLFANG(Giovanni Giorgio),di cui si parlò nel precedente artico-lo, era nato in Augusta nel 1664; efu, come il fratello, ammaestrato dalpadre. Dopo il ritorno d’Algeri fuchiamato a Berlino e nominato in-tagliatore della corte nel 1704. Colà
ubblicò molte stampe, fra le quali
considerata assai quella rappre-sentante P elettore Federico Gu-glielmo, dalla statua equestre fusain bronzo dal Jacobi. Tra i suoifratelli viene distinto a cagione prin-cipalmente delle carni de’ ritrattitrattate a granito con singolare de-licatezza. Morì a Berlino nel 1748.
Nota di alcuni suoi ritratti :
Giovanni Niccolò Alessandro Mau-rocordato principe della Valacchia.
Augusto Ermanno Franckio.
Filippo Giacomo Spener, daSchwartz.
Gottofredo Lorner, da Fiscer.
Giovanni Melchiorre Dinglinger,da Pesue.
_-(Gustavo Andrea), figlio
di Andrea Matteo, nacque in Au-gusta nel 1692, e fu valente pitto-re in miniatura, ed intagliatore abulino. Operò mollo in Berlino,stando presso lo zio Giovanni Gior-gio; ma dopo alcuni anni tornò inpatria , dova vivea ancora nel 1766.
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I suoi ritratti sono intagliati congrande finezza, e le carni trattatesempre a granito.
Fra le sue stampe sono conosciutele seguenti-.
Giovanni Augusto Urlsperger.
Giorgio Guglielmo.^
Giacomo Bruckero.
Francesco Reyter ammiraglio perl’armata inglese in Aflrica.
Wolfgangus lacobus Sulzer Rei-pub. Austauae Decemvir, da Eichler.
Carlo Freyherr Stein, ec.
WOLGEMOT (Michele), nac-que in Norimberga nel 1434, e ere-desi morto nella stessa cittànell5l9:ma le epoche di quest’artista nonsono ancora fissate con certezza. 11signor Huber nel suo Manuale dice,che costui rimonta ai primi tempidell’ incisione nella Germania , edalcune cose abbiamo dette di luinell’articolo Finiguerra. Si preten-de che abbia avuto a maestro d’in-taglio Giacomo Walch, che marcòle sue stampe con due w come Wol-gemut; ma ogni cosa è dubbiosasul conto di questi maestri. Onoraad ogni modo la memoria di Mi-chele l’avere avuto a suo discepoloAlberto Durerò tanto nella pitturache nell’intaglio. Insomma egli fuil Pietro Perugino della Germania;ma distante alquanto dal merito pit-torico dell’italiano maestro , comeAlberto lo fu dal più grande allie-vo del Perugino. È noto che Mi-chele lavorò molto per ErmannoSchedel, medico istoriografo e com-pilatore della gran Cronaca di No-rimberga , stampata nel 1495. Cre-desi dai più che quest’ artista faces-se i disegni delle stampe di taleopera, e che Guglielmo Pleyden-wurfi’, ajutato da qualche intaglia-tore di quel tempo, le incidesse inlegno. Ma comunque andasse la bi-sogna , certa cosa è che alcune diquelle stampe in legno sono preferi-bili a quelle intagliatein rame, e nonve ne sono a que’ tempi di migliori.