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Tomo quarto.
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Si dice che molto operò altresì nellaqualità di pittore, ma ignorasi se al-cuna sua opera esista ancora. Trat-tandosi di uno dei più antichi in-tagliatori, crediamo prezzo dell’o-pera il dare per intero il catalogodelle sue stampe.

Gesù Cristo in Croce, a basso sivedono S. Giovanni e le Marie.

Gesù Cristo portato al sepolcro.

Gesù Cristo cne scende al Limbo.

Gesù Cristo risuscitato.

Un Ecce homo , con la santissimaVergine e S. Giovanni, figure amezzo corpo. In alto un coro diAngeli.

Un vescovo in piedi, che tienecon una mano il cuore ferito da unafreccia, e con l’altra la croccia.

S. Sebastiano , con le frecce legatoad un albero, senza marca,

S. Crislofano, che traversa unbraccio di mare col divin Bambi-no sulle spalle.

Una dama, che passeggia col suocavaliere in un giardino, e la Mor-te dietro ad un albero con un oro-logio da polvere in testa;

Un uomo marino, nudo e cornu-to, che carpisce una donna.

Quattro streghe uude in una ca-mera, e sopra loro un globo con lelettere O. G. H. e l’anno 1494 inun ridotto vicino, dove si vede ildiavolo nelle fiamme.

Un uomo seduto, che dorme ap-poggiato: dietro alla sua testa vi èil diavolo che gli soffia con un gransoffietto nell’orecchio: da parte Ve-nere, che stende una delle sue ma-ni, e più abbasso un piccolo Cu-pido.

Gesù Cristo che celebra la Pas-qua con i suoi discepoli : ed è que-sta la stampa capitale di Wolge-mut, ora rarissima.

WOLTERS ( Enrichetta ), natain Amsterdam nel 1092, fu ammae-strata ne’principj della pittura dasuo padre Teodoro van Pee. Co-minciò a disegnare di sette anni,e di dodici anni fece una così bella

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copia di un quadro di Adriano vanVelde, che suo padre ne concepì lepiù alte speranze. Applicavasi poialla miniatura sotto Cristoforo leBlond ; ed ebbe la gloria ( per unafanciulla oltremodo lusinghiera) cfivedere ornali i più ricchi braccia-letti colle sue miniature, o con co-pie da altri eseguite. Ma troppo po-tevano mal soddisfare al suo vastoingegno così minuti lavori, onde ,volendo esperimentare le proprieforze, prese a copiare un ritrattoed un S. Sebastiano di van Dyck;ed incoraggiata da questo felice espe-rimento, si arrischiò a fare alcuniritratti dal naturale, che riuscironomaravigliosi. Pietro il grande, cheallora dimorava in Amsterdam, feceoffrire alla giovane pittrice vantag-giosissime condizioni. se voleva re-carsi alla sua corte, ma ella rispose ,che la sua religione ed i suoi costu-mi non le consentivano di s'iveretra i tumulti, gli ambiziosi fastidje la schiavitù di una corte. Lo Czarsi accontentò di avere di sua manoi ritratti di tre principesse del suoseguito, non sapendo accomodarsia perdere il tempo necessario a farsiritrarre egli medesimo, perocchéWolters richiedeva venti sedute didue ore cadauna. Quest’ inchiesta ,quando non sia esagerata da’ suoibiografi, basta a gettare fondati so-spetti sul sommo ingegno pittoricodi Enrichetta; la quale in paesi me-no settentrionali dell’Olanda avreb-be a stento trovato eziandio nellaclasse degli oziosi chi si accontentassedi tenersi tante ore nella nojosa po-sizione di modello. Il re di Prussia el’elettor Palatino desiderarono pure,ma inutilmente, di averla alle lorocorti. Enrichetta non trovava veruncompenso all’ abbandono della suapatria, e della sua libertà. Morì di49 anni alI’Ajacon universale rin-crescimento.

WOOD ( Giovanni ) nacque iuLondra circa il 1720 , dove opera-va, nel 1748. Intagliò paesaggi nel