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Tomo quarto.
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il uomc dello scultore Zeusippo,

Z1FKONDI, oClFRON DI (An-tonio ) nato nel territorio di Ber-gamo ranno 1657, fu scolaro delcavai. Francescliiui, ed uno de’piùspedili pittori che si conoscano,aven-do talvolta terminato un quadro dimediocre dimensione in due ore opoco più. Passò in Francia, ma nonavendo saputo piegarsi agl’ imperiosivoleri di Carlo le Brun , tornava inItalia senza aver operata cosa d’im-portanza. Ebbe per diverse chiesedella città e provincia di Bergamofrequenti occasioni di lavoro; e neavrebbe avuto in maggior numerose avesse più che del guadagno,preso cura della propria riputazio-ne; perocché mentre le sue più stu-diate pitture lo fanno riguardareforse come il più valente pittore checonti la sua patria negli ultimi annidel diciassettesimo secolo e ne’primidel susseguente, altre, tirate via dipratica, lo mostrano meno ellemediocre artista. Morì nel 1750.

ZILLO'ITI ( Domenico Bernar-do ) nacque nel 1730 a Borgo, vil-laggio cinque leghe ad un di pressolontano da Bassano. Poi eh’ ebbeappresi i principi] del disegno inquesta città ( patria nel diciottesimosecolo di tanti illustri intagliatori,come nel sedicesimo io era stata dieccellenti pittori ), rerossi aVenezia,dove studiò la pittura e l’intaglio;e le antiche statue che possiede Ve-nezia, e che in gran parte ornavanoa suoi tempi l’ingresso della biblio-teca di S. Marco, furono I’ oggettode’ suoi principali studj. Provvedutodi sufficiente fortuna, formò unaricca e scelta collezione di stampe;e non tardò a contrarre domestichez-za con Antonio Zanetti, GiuseppeWagner e Francesco Bartolozzi, econ altri artisti e dilettanti delle cosedelle Belle arti. Dipinsealcuni paesag-gi in sul fare dello Zuccarelli, cheegli riguardava come un anello dicomunicazione tra il gusto degl’ita-liani e de’ Fiamminghi. Pubblicava

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poi alcuni de’ suoi paesaggi incisicon molto spirito all’acquafòrte,ed altri ne intagliava da altri mae-stri, che tutti furono favorevolmenteaccolti. Viveva ancora in sul decli-nare del diciottesimo secolo in Ve-nezia, dove quasi continuamente di-morava.

Soggiungo un breve indice di alcuniSuoi paesaggi :

Un Pastore seduto a piè d’unoscoglio, che suona lo zufolo in vi-cinanza del suo armento.

Una pastorella in piedi dietro aduna barriera presso al suo gregge.Serve d’accompagnamento al pre-cedente.

Veduta di un boschetto ed inlontananza il ponte sulla Brenta edalcune case di Bassano.

Veduta di un seno della Brentasopra Bassano, ed a grande distanzaun villaggio sul pendio di una al-pestre montagna coronata di abeti.

Due paesaggi incisi sul gusto diGaspare Poussin.

Altri due paesaggi montagnosi po-polati di figure e di bestiami di piùqualità.

ZIM1NIANI (Giuseppe) scultoreveneto operava nel diciassettesimosecolo, e fu uno di coloro che scol-pirono le statue della facciata dellachiesa dei Gesuiti in Venezia. Fuosservato, parlando di altri artistiche operarono intorno a questa fac-ciata , che pochissimi sapevano ese-guire con mediocre bravura c chetutti erano privi di buon gusto. Me-diocri scarpellini scolpirono alcunedi quelle statue, che sembrano im-provvisate senza modello, e man-canti affatto di quel merito cheServe a far compatire ancora le opereprive di una diligente esecuzione.Nè solo per le facciate esterne de-gli edificj operarono, che incontransiin alcune gallerie d’ Europa marmilavorati da meno che mediocri ar-tisti ; come per tacere di tant’altriDe fa fede un gruppo d’Èrcole ed