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pochi antichi o moderni paesisti giivarino innanzi uelia feracità dell in-venzione e dei partili, come nellaverità con cui seppe rappresentarerustirali abituri, rottami d’antichiedifì/.j bizzarramente sparsi di sterpie di ellera. Elegantemente disegnatesono pure le sue figure, e sebbenepiccolissime, in ogni parta diligen-temente finite. Non però tutti ipaesi dello Zola hanno lo stesso me-rito, perocché l’abbondanza dellecommissioni non gli permetteva sem-pre di dar loro 1’ ultima inano. Ol-tre quelli posseduti da private fa-miglie, diversi bellissimi paesi diquesto raro maestro si conservanoal Monte della Pietà ed in S. Leo-nardo. aiori in Ferrara nel 1745.
ZOMTIN1 ( Gaetaho) nacquo in"Venezia nel 1702 e lu allievo diNiccolò Bambini; ma forse piu chedel Bambini seguace di SebastianoRicci, il piu riputalo-pittore cheavesse Venezia nella prima metadel diciottesimo secolo. Operò moltoper la corte di Spagna ; e non pagodi essersi acquistato nome di va-lente pittore, volle distinguersi an-cora fra gl’intagliatori. Morì nel1778.
ZOPIRO , celebre cesellatore inargento, trovasi nominato da Plinionel lib. XXXIII. cap. 12. per averescolpiti gli Areopaghi ed d Giudi-zio di Oreste sopra due tazze sti-mate dodici assi.
ZOPPO (Lo) di Gangi, fiorì inSiviglia nel diciottesimo secolo, enel duomo a Castro Giovanni la-sciò alcuni pregevoli quadri, chesi credon essere le migliori cose cheegli facesse. Altro noti troviamo ri-ferito intorno a quest’ artista daibiografi pittorici della Spagna.
—— di Genova, V. Slicone
—— di Lugano. V- Discepoli
—— di Vicenza. V. Pieri An-tonio.
—— (Marco) bolognese, fu con-discepolo del Mantegna in Padovasotto io Squarcioue, poi suoàxim-
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petilore. Dopo avere operato assaiin Padova, in Venezia, in Pesaroed in altre città, prese stabile do-micilio in patria, dove apri fiori-tissima scuola di pittura , alla qualedicesi andar Bologna debitrice didue suoi grandissimi lumi, France-sco Francia e Lippo Dalmasio. Morìin Bologna circa il 1498.
—- (PAOLO), bresciano, ec-cellente miniatore, fioriva in pa-tria circa il 1520, Si racconta chein un bacile di cristallo aveva conestrema diligenza rappresentato conminutissime figure la presa di Bre-scia fatta dai Francesi, in modoche si distinguevano ii conte diFuis ed altri principali signori diquell’esercito; che quando, termi-iniuato cosi faticoso lavoro, lo por-tava a Venezia per presentarlo aldoge, Andrea Gritti, gii si ruppe aDesenzano, ond’ egli ne mori didolore.
ZORANO (Tommaso), scultorecremonese e probabilmente fondito-re in bronzo, fioriva in principiodel sedicesimo secolo. Lavorò incompagnia di Girolamo Bonetto lalorta in forma di Pronao che fuovata alla chiesa di S. Domenicoper farne una migliore, e che poirimase senza la vecchia e senza lauuova. Vogliono alcuni che appar-tenga a questi artisti la porla dimarmo che vedesi al monte di Pie-tà , intorno al merito della qualediversi sono i pareri.
ZORG ( Enrico Rotes detto),nacque a Rolerdam l’anno 1621 ,e fu scolaro di Teiiiers. Non si at-tenne però alla mauiéra del maestroin modo da escludere l’imitazionedi altri pittori, e segnatamente diBrauwer, come si vede aver fattoin una fiera italiana ed io un mer-cato di pesci. Zorg era solito ritrarreogni cosa dal naturale, e se avessesaputo far buona scelta ,■ non è adubitarsi che i suoi quadri non per-derebbero al confronto di quelli diTeniers. Altronde non dipinse molto