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Cose, perocché dopo la morte del:>adre ricco ed accreditato vettura-le, abbandonava quasi totalmenteha pittura per esercitare la lucrosaprofessione paterna. TroVansi opered’Enrico Zorg nelle quadrerie del-1 Aja e di Amsterdam e nella realepalleria di Parigi. Morì in patria1 anno 1682,
ZOS1MO. Hi questo cesellatoreinmetallo trovasi memoria nel Gru-tero ; In scrip. DCXXXIX, nellaquale vien detto, che superò tuttii suoi contemporanei nell’ arte dellacesellatura.
ZUAN MAPI A da Padova e ZU-LIAN FOBNASIERO . operavanonella chiesa di Sant’Antonio nellaprima metà del sedicesimo secolo.Viene ciò dimostrato dall’accura-tissimo raccoglitore delle notizie diPadova, Sig-B' andolese, il quale pro-duee un estratto delle memorie ma-tiosei itle dell’ ai'fhÌTM (lei dimo-strante D. Santo, che il basso rilievodel miracolo del bicchiere ò operadi Zuan Maria da Padova , compitapoi da Zulian Forriascro. Osservaintatti il dottissimo Autore dellaStoria della Scultura, che >. con» grande evidenza si conoscono li•> due diversi scarpelli, e special->• mente vi è di ammirabile, per>• una certa grazia e semplicità, la>• figura di una giovinetta maravi->• giiata dell’avvenimento, a cui il» vento agita i panni e scuopre le» gambe incrocicchiate per quel» movimento in tale circostanza si» naturale a vergognosa donzella>. che giova credere sia opera del>. I’ ultimo scarpello evideuteinente>. migliore del primo; o almeno di•< uno stile piii fàcile e sciolto, per>■ essere tutto il resto del lavoro as->, sai mediocremente inventato ed” eseguito. » Zuanne Maria lavo-rava intorno all’ indicato rilievonel 1529; ma ignorasi in qualeepoca sia stalo terminato da Zu-lian Foruasicro.
ZUCCAKELLI ^Francesco) nac-
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que a PitigHano,nella Toscana, l’an-no 1704. Dopo avere appresi gliclementi della pittura da GiovanMaria Morando. del quale fu intempo 1’ ultimo discepolo, e per av-ventura il primo iu virtù, lasciò laToscana per recarsi a Venezia , dovedipinse diversi paesaggi ornati dibelle e graziose figurine. Questiprimi saggi della sua virtù basta-rono a dargli nome in quella ca-pitale, onde Giuseppe S'mith, con-sole d’Inghilterra in quella città edappassionato amatore delle bellearti,gli pose grandissimo affetto, e ve-dendolo in bassa fortuna, lo ajutòco’suos consigli e colla propria borsa,commettendogli molti quadri digrandi e piccole dimensioni per or-nare i suoi palazzi tanto di campa-gna che di città. 1 meriti dello Zuc-carelli ben erano bastanti per di-stinguerlo, ma non per farlo emi-nentemente figurare tra gli artisti.Smith fu quello che lo fece cono-scere in Inghilterra, e lo fece colàchiamare nella ferma persuasioneche avrebbe migliorata la sua sorte.In fatti, recatosi a Londra, potè nellpspazio di cinque anni farsi bastan-temente ricco oude agiatamente vi-vere in Venezia, che amava comesua seconda patria per avervi tro-valo chi tanto lo favoreggiò. Colororhe si danno il nome di artista,ma non lo souo , sdegnano con men-tila modestia, dopo essersi fatti uncerto nome, di frequentare le scuole,le accademie e specialmente quelledel nudo per maggiormente perfe-zionarsi. Lo Zuccarelli non fu maidi questo numero. Giunto a Vene-zia , sebbene circondato da tantagloria meritamente acquistata , mo-strò tale sincera modestia, che quan-tunque avuto in conto di valentedisegnatore, mai non si vergognòdi recarsi cogli apprendisti a dise-gnare il nudo all’ accademia. « Lo» Zuccarelli, scrive il diligeutis->. sinio Huber T. 4 , p. 155 . è uno» dei rari paesisti, le di cui ligure e