Band 
Tomo quarto.
Seite
112
JPEG-Download
 

112 ZU

« gii altri acccssorj sono della più•• grande finezza di disegno, e dellah piu accurata esecuzione: tutte le«• sue teste hanno un carattere di» nobiltà non comune alla massima» parte de’paesisti, quand’ancora»> rappresentano pastori ed agricol-’< tori. •< Dopo essersi lungamentetrattenuto in Venezia, rivide Lon-dra un' altra volta, dove fu festeg-giato assai, ed avuto in grandissimastima, e colmato di nuove ricchezze.Quando tornò la prima volta a Ve-nezia contrasse amicizia col conteAlgarotti, che gli fece dipingeremolti soggetti per la R. Galleriadi Dresda. Tornando poi la secondavolta da Londra paSsò vecchio aRoma e di là a Firenze, dove moriricco ed ornato iri età di 86 anni.

Fino dalla più fresca gioventùerasi esercitato per suo passatempoad intagliare differenti soggetti al*1’ acquafòrte con punta spiritosis-sima, tra i quali sono conosciuti iseguenti :

Seguito di diversi studj eseguitisui dipinti di Andrea del Sarto.

La Santissima Vergine col divinBambino, S. Anna e S. Giovannino,dal medesimo.

Le Vergini prudenti e le Verginistolte, da Giovanni Maunozzi daS. Giovanni,

La Statua della Vittoria, da unascultura di Michelangelo.

Il medesimo soggetto!, fatto a ro-vescio, ec.

Non meno in Inghilterra che inFrancia, furono da valenti maestriintagliati i suoi paesaggi, e fa me-raviglia che così pochi lo siano statiin Italia . sebbene Venezia e le vi-cine città tanta copia ne possedano,e segnatamente Belluno, dove moltibellissimi ornano una delle saledella casa già appartenente alla fa-miglia de Conti Grotta ed ora allafamiglia Manzoni.

ZUCCAR1 ( Valerio , Vincen-zo ed Antonio) vicentini e proba-bilmente fratelli, furono scoiavi di

ZU

Tiziano Vecellio, il quale li consi.gliò a darsi ai lavori di Musaico,e riuscirono de’ più eccellenti iuquest’arte di quanti lavorarono nellachiesa di S. Marco in Venezia. Di-verse sono le storie colà condotteda questi insigniartisti,ed è somma-mente stimata quella rappresentanteil Trotto di Dio coi quattro Evangeli-sti, in forma di animali coi sette can-delabri, eseguita sui disegni del mae-stro, la quale sembra piuttosto unapittura all’olio che di musaico. Fe-cero pure ritraili di principi e dialtri grandi personaggi.

ZUCCARO (Ottaviano) di S.Angelo in Vado, mediocre pittore,ottenne celebrità dai due figliuoli,il primo de’ quali

- (Taddeo), nato nel 1b29J,

poi ch’ebbe appreso dal padre iprincipj della pittura, andò a Romain età di 14 auni, sperando di es-sere ajulato da un suo zio, checolà lavorava di grotteschi. Ma tro-vandosi da questo abbandonato, cdesiderando caldamente di vantag-giarsi nell’arte collo studio dell’an-tico e dei capi d’opera di Raflael-lo, visse miseramente alcun tempoin quella capitale, lavorando tuttoil giorno a disegnare, e dormendola notte sotto i portici, onde dopoalcun tempo infermò, e fu costrettodi tornare alla patria. Ma non fuappena guarito, che con migliori au-spici rivide Roma, e fu accolto dallozio. col quale dimorò finché da Da-niello da Parma fu condotto persuo ajuto a Vito presso Sora nelregno di Napoli. Tornato a Roma,di diciott’auni, dipingeva di chiaro-scuro la facciata del palazzo Mat-lei, la quale opera bastò a farlo an-noverare tra i migliori artisti. Per-chè volendo il cardinale Farnese fardipingere il suo palazzo di Capra-rola , colà condusse con larga prov-visione Io Zuccaro, il quale ajulatodalle invenzioni e dai consigli diAnnibai Caro, fece maravigfosifreschi in diverse camere, non la-