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fatto buon pittore , e molto vi ope-rò. principalmente di ritratti, finoal comiuciamnto della rivoluzione.Passava allora in Inghilterra. Rive-deva la Francia in sul finire delsecolo decimottavo, ed in principiodel susseguente esponeva il Suppli-zio di una Vestale con altri quadrieseguiti in Inghilterra. II Delille nelsuo poema la Pitie , fece per il qua-dro della Vestale i seguenti versi.
Nous pleurons quanti Danlouxdans la fosse fatale plonge vivanteencore, sa charmante Vestale.
Morì Danloux in Parigi nel 1809.
DASSIER (Giovanni), nato aGinevra da un coniatore di monetenel 1677, passò dalla scuola del pa-dre a Parigi , e colà si perfezionònell’arte. Intagliò in acciajo moltemedaglie rappresentanti gli uominiillustri del secolo di Luigi XIV, lequali servirono di modello ad altriintagliatori. Dassier mori a Ginevranel 1765, lasciando ammaestratonell’arte suo figlio
-- ( Giacom’ Antonio ), nato
pure in Ginevra nel 1715- Fu al-cun tempo in italia ed in Francia,ed all’ultimo passò a Londra, dovefu impiegato alla 'Zecca in qualitàdi secondo coniatore. Da Londrarecossi a Pietroburgo, e vi fece di-verse medaglie. Postosi in viaggioper ritornare a Londra, cadde in-fermo e morì a Copenaghen nel1759. Le pili rinomate sue medagliesono quelle di Montesquieu , Locke,Newton , Pascal , Ilaller, ec.
DAVIS (Odoaudo), nacque inInghilterra nel paese di Galles circail 1640. Mostrandosi inclinalo al di-segno , fu dai suoi genitori postosotto l’intagliatore Loggan, dal qua-le apprese i principi dell’ arte. Co-stretto ad abbandonarlo per la se-vizie della moglie, che gli lasciavamancare gli alimenti, prese serviziopresso uu signore che recavasi inFrancia. Colà ebbe occasione di co-noscere un pittore, dal quale attinsealcune nozioni di pittura. Di ritorno
DE
in patria , adoperando ora il bulino,ora il pennello, guadagnava di chevivere, ed in pari tempo andava mi-gliorando nell’arte. Samuele Coo-per, celebre artista, aveva preso adipingere tutti i partigiani di Croni-Wel , e Davis si fece a ritrarre tuttii seguaci dello sventurato Carlo I.Con ciò guadagnava assai ; ma inappresso temendo di essere vittimadel contrario partito, cancellò la te-sta che aveva fatto di Carlo II, po-nendovi invece quella di Gugliel-mo III. Ora sono dimenticati i qua-dri di Davis, ma le incisioni sonoancora stimate. Formano queste unaserie di ritratti storici della famigliadegli Stuardi e de’ loro principalifautori ; ma la più riputata sua ope-ra d’intaglio è uu Ecce Homo trattoda Van-Dyck.
DECKER (Paolo) nato a No-rimberga nel 1677 , apprese il di-segno e l’intaglio in rame da Ei-mant e l’architettura da AndreaSchulter. Stabilitosi a Rarenth, funominato direttore delle fabbrichedi quella corte. Lavorò in diversipalazzi di Berlino, e dipinse le voltedi molte sale, rappresentandovi sog-getti di Cacce, feste contadinesche,battaglie navali, ec. Intagliò ancoraalcune stampe da Schluter, e da al-tri artisti : ma si assicurò l’immor-talità , pubblicando un Trattato diArchitettura, in lingua alemannanel 1711. corredato di 64 tavole,cui non sopravvisse che due anni.Nel 1716 videro la luce due volumidi continuazione con 74 tavole. Ave-va Decker lasciala manoscritta un’al-tr’opera intitolata Architettura teo-rico-practica , che fu stampata aLipsia nel 1720. Aveva Decker unfratello
- (N. ), grande ma bizzarro
ingegno, il quale successe a luinella carica di direttore delle fab-briche, oltre che merita di essereannoverato fra i buoni pittori tede-schi. I suoi ritratti formano un’im-portante parte della moderna icono-