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Tomo quarto.
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piaesi nello siile di Nicola Poussin.1J suo genio per altro traevalo po-tentemente alla imitazione del vero,anzicchè al genere di paese , studia-tamente composto. Fortunatamenteegli trovò nel suo protettore nonsolo una propensione a secondarlonel desiderio che nutriva di passarea Roma, ma ancora un generososoccorso. Infatti egli partì da Parigiper Roma munito di una pensioneche monsieur Lebrun gli fece delproprio, e che gli mantenne fino aelle potè vivere comodamente colprodotto de’suoi lavori. Giunto aRoma egli consacrò niente meno chedieci anni interi a scorrere 1’ Agroromano, disegnando, e dipingendodal vero i punti più interessanti diquel classico suolo, e ne riportò iiiRoma un prezioso materiale, chegli servì poi per eseguire le mirabiliopere che gli vennero comandatedai più caldi sostenitori, ed intel-ligenti dell’ arte. Egli riuscì felicis-simo negli effetti di luce, non tantonelle arie, quanto nei varj piani deisuoi paesi. L’ imitazione del verone’suoi quadri è tale, che l’osser-vatore ne prova una vera illusione.Dipinse pure con altrettanta verità,e maestria le figure, e massime glianimali. La maggior parte però dellesue opere preziose fu eseguita percommittenti inglesi. Un merito cosìdistinto gli valse d’essere chiamatoa Napoli dal re Giuseppe Napoleo-ne , quando passò ad occupare queltrono, e fu nominato primo pittoredel re. Colai carica gli fu pure con-tinuata dal successore del re Giu-seppe, Gioacchino. Egli era di uncarattere semplice , ed umano , èproclive a giovare a chi mostravabuone disposizioni per Farti. Morìin Napoli, nel 1811 dopo di avereseguiti in un modo sorprendentealcuni quadri , rappresentanti lafamosa eruzione del Vesuvio av-venuta nel Novembre del 1810.Non fece allievi, ma l’esempio dellesue opere servì di scuola ai pri-

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marj paesisti che ora tengono ilprimato di quest’arte.

DESIIAYS (Giovanni Battista)nacque a Rouen nel 1729, appresei principi del disegno dal padre,indi passava alla scuola di Colinde Vermont, che presto abbandonòper frequentare quella di Restout.Era ancora sotto la disciplina diquesto maestro quando fece il qua-dro rappresentante la Moglie di Pu-tfarre. Nel 1751 ottenne il primopremio dell’accademia di pittura,onde fu ricevuto nella scuola diWanloo. Di 25 anni fece i quadridi Lol colle figlie , Psiche svenutae Cefalo rapilo dall’ Aurora. Pas-sava poi a Roma, dove la vista ditanti capilavoro per lui adatto nuo-vi, l’amore dell’arte, il desideriodi perfezionarsi, lo trattenere alcunianni lontano dalla patria. La rive-deva nel 1757 , e nel susseguentesposava la figlia primogenita diBou-chers ed era ricevuto membro del-l’accademia reale di pittura; nellaquale occasione pubblicò il quadrorappresentante Venere in atto diversare sul corpo di Ettore un es-senza divina onde preservarlo dallacorruzione. Questo dipinto Io feceannoverare tra i migliori artisti, maegli fu ben tosto rapito all’arte inconseguenza d’ nna caduta , quandoappeua contava trenta sei anni. La-sciava diversi quadri, tra i qualiGiove ed Antiope , il Conte di Com-mingio . il Martirio di S. Andreae S. Benedetto moribondo , univer-salmente riguardato come il suomiglior dipinto.

DROUAY ( Giovanni Germ. >Dobbiamo soggiuguere, parlando diquest’ artista , che F opera che piùrese raccomandato il suo nome fuil gran quadro eh’ egli esegui inRoma , rappresentante C. Mario cheatterrisce il soldato Cimbro mandatoper trucidarlo nel suo rifugio diMinturno.

Dopo la morte di Drouay, que-sto quadro , poiché fu esposto