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Tomo quarto.
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dio dell’antico e l’imitazione deliabella natura Quest’ artista somma-mente benemerito della Francia peravere possentemente contribuito amigliorarne il gusto, morì a Dijone1’ anno 1811.

DEVUEZ ( Arnoldo ) nacquead Oppenoy 1’ anno 1642, e fu dalpadre mandato a St. Omer perchèapprendesse a dipingere da un ri-putato pittore ebreo. Dopo due annidi studio era dal maestro consigliatoa recarsi a Parigi , dove fu benpresto in istato di studiare con van-taggio i capi d’ opera della scuolaitaliana. Passava quindi a Roma, ecolà condusse alcuni quadri che lofecero annoverare tra i buoni allievifrancesi. Fu perciò da Le Britnchiamato a Parigi, con promessadi essere pensionato dal re: ma iraggiri de’suoi emuli lo ridusseroad allontanarsi dalla corte. La ma-dre del Principe Eugenio lo fecelungamente lavorare, e generosa-mente lo premiò. All'ultimo ritira-tosi a Lilla, fece molti quadri perdiverse chiese, che fanno fede dellasua virtù. Colà morì in età di 82anni nel 1724.

DEXIFANE, greco architetto,nacque nell’ isola di Cipro, e sifece nome in Alessandria durante ilregno di Cleopatra. Troviamo ne-gli storici Tzetze e Cedreno, chequesta principessa gli ordinò di fab-bricare un faro sopra un’ isolettaquattro soli stadj lontana della città.In appresso Marc’ Antonio la per-suase a riunire quest’ isola al con-tinente; e Dexifane diede mano aquest’ importante lavoro e lo ter-minò , facendo lavorare alcune mi-gliaja d’ uomini, in due anni. Sup-pongo che i preallegati storici, ab-biano errato iu questo racconto. Pe-rocché , ammettendo come veroquanto raccontano dell’ unione del-1’ isola alla terra ferma, a tutti ènoto che il Faro d’ Alessandria fueretto dall’ architetto Sostrato sottoil regn o di Tolommeo Filadelfo,

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onde al più potrebbe ammettersi,che Dexifane lo abbia ristaurato.

DIAZ ( Gaspare ) aveva appresii principi della pittura in patria,quandorecossi a Roma, dove, rac-contasi avere studiato sotto Raffaelloe sotto Michelangelo , onde fu daisuoi compatrioti chiamato il Raf-faello portoghese a cagione dellacorrezione del disegno, e della no-biltà dell’ espressione; Non pertantoin un libro intit. Tableau de Li *sbone vien detto, >< che il Porto-» gallo non ebbe mai pittore supe-» riore alla mediocrità , e che in» Lisbona nou vedesi un quadro« di cui possa gloriarsi » Ammet-tiamo che il Portogallo non ab-bondò mai valenti artisti ; ma nonè a porsi in dubbio che Diaz edAlonso Coello non siano stati ec-cellenti pittori.

DIEIJ (Antonio), nato a ParigiIlei 1662, ebbe grande facilità dipennello: ma la pesantezza del di-segno , P avviluppamento tutto dimaniera del panneggiare, ed il de-bole colorito, sono diffetti tali danon essergli facilmente condonati ingrazia della facilità del pennello, edi un particolare carattere che po-trebbe dirsi quasi originale. La piùcelebre sua composizione è LuigiXIV sul trono, che fu intagliata daGiovanni Arnold. Morì in Pariginel 1727-

DIENEL (Michele), nato a Frie-dersdocf nell’alta Lusazia l’anno1744, merita di essere annoveratotra i più ingegnosi meccanici inta-gliatori ed intarsiatori in legno delsecolo decimottavo. Tra i suoi piùrinomati lavori contansi un modellodel tabernacolo del tempio di Ge-rusalemme , alcune macchine astro-nomiche, ed in particolare quellaperfettamente rappresentante il mec-canismo delle ecclissi del sole e dellaluna. Non pertanto i suoi talentifurono in Germania pochissimo in-coraggiati, onde morì povero a Lu-nebourg nel 17i>5.