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DOLIVAR (Giovanni) intaglia-tore alla punta ed a bulino, nac-que a Saragozza nel 1641 , ed eraancora giovane quando abbandonòla patria per stabilire la sua di-mora in Parigi, dove intagliò moltecose nel genere decorativo ed or-namentale. Egli lavorò in compa-gnia di Cbaveau e di Lepautre,ma non seppe, come questi due in-tagliatori variare le sue composi-zioni. L’ opera eseguita in societàviene chiamata le Piccole conquistedi Luigi XIV, Le altre sue stamperappresentano ceremonie funebri ese-guite in occasione di morte deigrandi personaggi della corte deldetto monarca. Ad fogui modo lapiù rinomata è quella iu cui vedesilo strozzamento del Grauvisir, suldisegno di d’ Aigremont.
DONNES ( Raffaello ) nacquenell’Austria circa il 1680, appresei principj della scultura in patria,indi passò in Italia piuttosto perfarvi acquisto di marmi che per stu-diare 1’ arte. Di che fanno prova lesue opere di cattivo gusto, comun-que trovinsi lodate dai suoi compa-trioti!. Le principali sue sculturesono la fontana eretta nella nuovapiazza di Vienna e la statua diCarlo VI a Breitetifort. Mori quest’ar-tista iu Vienna in età di circa ses-sant’anni, nel 1740.
DORBAY ( Francesco ) nato neiprimi anni del diciasettesimo secoloapprese l’arte dell’architettura sottoLuigi Leveau, e fu molto adoperatoin Parigi ed altrove; perocché di-resse in quella capitale i lavori dellachiesa e del collegio delle quattronazioni, presentemente palazzo dellebelle arti, sui disegni del suo mae-stro. Fece i disegni di alcune partidiS. Germain l’Auxerrois, quelli delconvento e della chiesa dei Cappuc-cini della piazza Vendome , che co-minciò ad eseguire nel 1688; idi-segni dell’ atrio della Trinità ec.Mori a S. Germain l’Auxerroisnell’anno 1697.
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DORDONI (Antonio) di Bussetoborgata del territorio parmigiano ,nacque nel 1528, e fu uno de’mi-gliori intagliatori de’suoi tempi.Mori a Roma in età di 56 anni.
DOR1GNY (Luigi), figliuolo dìMichele, nacque a Parigi nel 1654,e rimasto orfano di padre in fan-ciullesca età, studiò la pittura sottoCarlo le Brun. In età di diciaset-t’ anni recavasi a Roma a propriespese, e dopo quattr’anni di studiofece per un convento di Foligno unquadro d’ altare che gli procurò di-verse commissioni. Recatosi posciaa Venezia , non I’ abbandonò chedopo il soggiorno di dieci anni perandare a stabilirsi in Verona. Ri-vide la patria nel 1704, ma trova-tala ancora in preda ad artisti rag-giratori, si affrettò di tornare a Ve-rona, Chiamato a Vienna nel 1711,dipinse il nuovo palazzo del prin-cipe Eugenio di Savoja , ed altreopere fece per la città di Praga. Tor-nando a Verona, fu trattenuto aTrento per dipingere la cupola diquella chiesa cattedrale, che è forsela miglior opera uscita dalle sue ma-ni. Intagliò pure all’acquafòrte di-verse stampe, tra le quali, la di-scesa dei Saraceni al porto d’Ostia ,d’ invenzione di Rafiaello. Morì di88 anni nel 1742.
— — (Nicola ) fratello di Luigi,aveva appreso a dipingere in patria,ma non tardò a darsi esclusivamenteall’ incisione. Dimorò 28 anni io.Italia , indi passava a Londra nel1711 per intagliare i celebri cartonidi Raffaello. Rivedeva la Francianel 1719; e nel 1725 fu nominatomembro e professore dell’ accade-mia di Parigi. Mori a Parigi di 89anni nel 1746. Le più rinomate suestampe sono: S. Pietro che risanalo zoppo alle porte del tempio , dalCigoli; il Martirio di San Seba-stiano, dal Domenichino, la Cupoladella chiesa di S. Agnese in 7 ta-vole, da Ciro Ferri; l’Adorazionedei Magi, da Carlo Maratta; la