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ciò die I’ anima comunica , tuttociò che v’ è di più espressivo nelmondo ideale, tutta la maestà e labellezza ideale propria della divi-nità.
Pochi giorni dopo si adunaronoi giudici per accordare il premioall opera più degna. L’affollato po-polo occupava tutte le sale del Mu-seo per essere spettatore della di-stribuzione delle corone. D’ altronon si parlava che delle opere espo-ste al pubblico giudizio, della qua-lità ed importanza dei soggetti , edegli storici fatti rappresentati. Ilpadrone, di Maria presiedeva, inquel giorno, al consesso che dovevasentenziare. Tutti i suffragi si riu-niscono perla Minerva segretamentemandala al concorso; senza che ve-runo sospettasse essere T opera deisegreti sforzi di una femmina.
In pendenza del giudizio, sottoil modesto abito proprio della suacondizione, Maria si era introdottanella galleria, dove la sua Minervaslava eposta. Sorpresa essa mede-sima, al colmo della sua felicità,assaporava le lodi accordate al suolavoro. La voce della critica nonamareggiò il suo trionfo.
Una più dolce soddisfazione provòMaria, quando, di ritorno alla casadel padrone, l’udì in presenza de’suoiamici parlare vantaggiosamente dellacoronata statua, e perdersi in con-ghietture intorno all’autore di quel-l’esimio lavoro. Ma l’ammirazioneche inspirasi agli altri, suole pro-durre una nervosa agitazione, cuinon si può resistere. Maria profon-damente] commossa, non potendocontenere le lagrime, gettasi ai piedidel padrone, che totalmente alienoperfino dal sospetto , che Mariaavesse studiata l’arte, rimane alcuntempo come interdetto. Le chiedeschiarimenti onde sapere in qualmodo abbia potuto sollevarsi a cosìallo grado nell’arte, e Maria inge-nuamente soddisfa alle sue inchie-ste. « Tu sei degna, le dice, di
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” miglior condizione, terminerai nel« mio studio di apprendere le ul-» time pratiche dell’arte, e ti avrò•• in luogo di cara figlia ed allieva.Mancano a Maria le parole per espri-mere gli affetti dell’ aniino.
Giammai verun concorso acca-demico aveva prodotta una più ge-nerale e più piacevole impressione.Nelle principali adunanze di Romanon pariavasi che della fantescaMaria. I più ragguardevoli perso-naggi ambivano di parlarle e d’iu-coraggiarla ; i poeti T onoravanocoi loro versi, gli artisti di molti-plicarne 1' effigie . ..
Ma la virtuosa Maria non godettelungamente del suo trionfo. Nonbrillò che un istante, e si spensea guisa di luminosa meteora. Inde-bolita dalle fatiche e dalle veglie,fu colpita da malattia di consun-zione; e l’illustre suo mecenate ildotto medico Corona, non potè contutti i sussidj dell’arte renderle lasalute.
FERRAC1NO ( Bartolommeo )nato a Solagna presso Bassano l’anno1692, fu uno dei più ingegnosimeccanici, di cui si abbia memoria.Stanco di ritrarre il suo scarso so-stentamento dal faticoso mestiere disegar pietre; e non potendo abban-donarlo, inventò una macchina checollocata in conveniente luogo, eposta in moto dal vento , lavoravaper lui. A questo primo saggiod’industria, ne successero altri e talida renderlo celebre anche fuori dellasua patria. Chiamatovi da diversepersone, che desideravano valersi de’suoi talenti , andò a soggiornare aPadova; c colà fece il celebre oro-logio della piazza di S. Marco diVenezia : diresse la volta del salonedi Padova ; e nel 3749 costruì unamacchina idraulica, che portava l’ac-qua a trentacinque piedi d’ altezza.Ma il monumento che più onora ilFerracino è il ponte eh' egli costruìsulla Brenta a Bassano, del qualetrovansene la descrizione nel libro;